Indice

Atti degli Apostoli. PAGEREF _Toc49750417 \h 3

Mattia scelto al posto di Giuda. PAGEREF _Toc49750418 \h 3

La Pentecoste: lo Spirito Santo scende dal cielo. PAGEREF _Toc49750419 \h 3

Discorso di Pietro alla Pentecoste. PAGEREF _Toc49750420 \h 3

Le prime conversioni PAGEREF _Toc49750421 \h 4

Guarigione di uno zoppo. PAGEREF _Toc49750422 \h 5

Discorso di Pietro nel tempio. PAGEREF _Toc49750423 \h 5

L'arresto di Pietro e di Giovanni PAGEREF _Toc49750424 \h 6

La chiesa riunita in preghiera. PAGEREF _Toc49750425 \h 6

I credenti di Gerusalemme mettono in comune i loro beni PAGEREF _Toc49750426 \h 7

Anania e Saffira. PAGEREF _Toc49750427 \h 7

Numerosi miracoli a Gerusalemme. PAGEREF _Toc49750428 \h 7

L'arresto degli apostoli PAGEREF _Toc49750429 \h 8

Il consiglio di Gamaliele convince i capi religiosi PAGEREF _Toc49750430 \h 8

Istituzione dei diaconi PAGEREF _Toc49750431 \h 8

L'arresto di Stefano. PAGEREF _Toc49750432 \h 9

Discorso di Stefano. PAGEREF _Toc49750433 \h 9

Stefano, primo martire della fede. PAGEREF _Toc49750434 \h 11

Persecuzione della chiesa. PAGEREF _Toc49750435 \h 11

Filippo in Samaria; Simon mago. PAGEREF _Toc49750436 \h 11

Filippo e il ministro etiope. PAGEREF _Toc49750437 \h 12

La conversione di Saulo. PAGEREF _Toc49750438 \h 13

Saulo a Gerusalemme e a Tarso; il persecutore perseguitato. PAGEREF _Toc49750439 \h 13

Enea, il paralitico guarito da Pietro. PAGEREF _Toc49750440 \h 14

Tabita risuscitata da Pietro. PAGEREF _Toc49750441 \h 14

Il vangelo annunziato ai pagani; Cornelio invita Pietro a casa sua. PAGEREF _Toc49750442 \h 14

Pietro si giustifica per aver fatto battezzare Cornelio. PAGEREF _Toc49750443 \h 16

La chiesa di Antiochia; i credenti sono chiamati cristiani PAGEREF _Toc49750444 \h 16

La chiesa di Antiochia manda dei doni ai cristiani di Gerusalemme. PAGEREF _Toc49750445 \h 17

Erode Agrippa fa uccidere Giacomo; Pietro liberato dal carcere. PAGEREF _Toc49750446 \h 17

Erode colpito dal castigo di Dio. PAGEREF _Toc49750447 \h 17

Primo viaggio missionario. PAGEREF _Toc49750448 \h 18

Barnaba e Saulo a Cipro. PAGEREF _Toc49750449 \h 18

Predicazione di Paolo ad Antiochia di Pisidia. PAGEREF _Toc49750450 \h 18

Paolo e Barnaba a Iconio. PAGEREF _Toc49750451 \h 20

Il vangelo predicato a Listra. PAGEREF _Toc49750452 \h 20

Lapidazione di Paolo a Listra. PAGEREF _Toc49750453 \h 20

Evangelizzazione a Derba e ritorno ad Antiochia. PAGEREF _Toc49750454 \h 20

La conferenza di Gerusalemme. PAGEREF _Toc49750455 \h 21

Giuda e Sila inviati ad Antiochia. PAGEREF _Toc49750456 \h 22

Secondo viaggio missionario. PAGEREF _Toc49750457 \h 22

Timoteo si unisce a Paolo. PAGEREF _Toc49750458 \h 22

Visione di Paolo a Troas. PAGEREF _Toc49750459 \h 23

Paolo a Filippi PAGEREF _Toc49750460 \h 23

Paolo e Sila in prigione. PAGEREF _Toc49750461 \h 23

Conversione del carceriere di Filippi PAGEREF _Toc49750462 \h 23

Paolo e Sila vengono rilasciati PAGEREF _Toc49750463 \h 24

Paolo e Sila a Tessalonica. PAGEREF _Toc49750464 \h 24

Paolo e Sila a Berea. PAGEREF _Toc49750465 \h 24

Paolo ad Atene - Il discorso nell'Areòpago. PAGEREF _Toc49750466 \h 25

Paolo a Corinto. PAGEREF _Toc49750467 \h 25

Paolo ritorna ad Antiochia. PAGEREF _Toc49750468 \h 26

Terzo viaggio missionario. PAGEREF _Toc49750469 \h 26

Apollo a Efeso e a Corinto. PAGEREF _Toc49750470 \h 26

Paolo a Efeso. PAGEREF _Toc49750471 \h 26

Il tumulto di Efeso. PAGEREF _Toc49750472 \h 27

Paolo in Macedonia e in Grecia. PAGEREF _Toc49750473 \h 28

Paolo a Troas. PAGEREF _Toc49750474 \h 28

Viaggio da Troas a Mileto. PAGEREF _Toc49750475 \h 28

Discorso di Paolo agli anziani di Efeso. PAGEREF _Toc49750476 \h 29

Paolo giunge a Tiro. PAGEREF _Toc49750477 \h 29

Paolo a Tolemaide e a Cesarea. PAGEREF _Toc49750478 \h 30

A Gerusalemme Paolo si reca da Giacomo. PAGEREF _Toc49750479 \h 30

Paolo è arrestato nel tempio. PAGEREF _Toc49750480 \h 30

Discorso di Paolo ai Giudei PAGEREF _Toc49750481 \h 31

Paolo davanti al sinedrio. PAGEREF _Toc49750482 \h 32

Congiura contro Paolo. PAGEREF _Toc49750483 \h 32

Paolo viene trasferito di notte a Cesarea. PAGEREF _Toc49750484 \h 33

Paolo accusato davanti al governatore Felice. PAGEREF _Toc49750485 \h 33

Felice rinvia il caso di Paolo. PAGEREF _Toc49750486 \h 34

Paolo davanti a Festo, il nuovo governatore. PAGEREF _Toc49750487 \h 34

Festo espone il caso di Paolo al re Agrippa. PAGEREF _Toc49750488 \h 35

Difesa di Paolo davanti al re Agrippa. PAGEREF _Toc49750489 \h 35

Quarto viaggio missionario - Paolo è inviato a Roma. PAGEREF _Toc49750490 \h 36

La tempesta. PAGEREF _Toc49750491 \h 37

Il naufragio. PAGEREF _Toc49750492 \h 37

Paolo nell'isola di Malta. PAGEREF _Toc49750493 \h 38

Paolo a Roma. PAGEREF _Toc49750494 \h 38

 


Atti degli Apostoli

Mattia scelto al posto di Giuda

(Gv 12:4-6; Mt 26:14-16, 46-50; 27:3-10) Pr 16:33

- 1:1 Io ho fatto il primo trattato, o Teofilo, circa tutte le cose che Gesù prese a fare e ad insegnare,

- 1:2 fino al giorno in cui fu portato in cielo, dopo aver dato dei comandamenti per mezzo dello Spirito Santo agli apostoli che egli aveva scelto.

- 1:3 Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.

- 1:4 E, ritrovandosi assieme a loro, comandò loro che non si allontanassero da Gerusalemme, ma che aspettassero la promessa del Padre: «Che, egli disse, voi avete udito da me.

- 1:5 Perché Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo, fra non molti giorni».

- 1:6 Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?»

- 1:7 Ma egli disse loro: «Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti adatti, che il Padre ha stabilito di sua propria autorità.

- 1:8 Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all'estremità della terra».

- 1:9 Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse dai loro occhi.

- 1:10 Come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono loro,

- 1:11 e dissero: «Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo».

- 1:12 Allora essi ritornarono a Gerusalemme, dal monte chiamato dell'Uliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto un cammin di sabato.

- 1:13 Rientrati in città, salirono nella sala di sopra, dove si trattenevano Pietro e Giacomo, Giovanni e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d'Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo.

- 1:14 Tutti costoro perseveravano con una sola mente nella preghiera e supplica con le donne, con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.

- 1:15 In quei giorni, Pietro, alzatosi in mezzo ai fratelli (il numero delle persone riunite era di circa centoventi), disse:

- 1:16 «Fratelli, era necessario che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fece da guida a quelli che arrestarono Gesù.

- 1:17 Perché egli era uno di noi e aveva ricevuto la sua parte di questo ministero.

- 1:18 Egli dunque acquistò un campo con il salario della sua iniquità; poi, essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero.

- 1:19 Questo è divenuto così noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel campo è stato chiamato nella loro lingua, "Acheldama", cioè, "Campo di sangue".

- 1:20 Infatti sta scritto nel libro dei Salmi:

"La sua dimora diventi deserta

e più nessuno abiti in essa";

e:

"Il suo incarico lo prenda un altro".

- 1:21 Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signore Gesù visse con noi,

- 1:22 a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno che egli, tolto da noi, è stato elevato in cielo, uno diventi testimone con noi della sua risurrezione».

- 1:23 Essi ne presentarono due: Giuseppe, detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia.

- 1:24 Poi in preghiera dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, indicaci quale di questi due hai scelto

- 1:25 per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo».

- 1:26 Tirarono quindi a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu incluso tra gli undici apostoli.

 

La Pentecoste: lo Spirito Santo scende dal cielo

(Gl 2:28-32; Mt 3:11; Gv 14:16-17, 26) Gv 7:37-39; 1Co 12:13

- 2:1 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo.

- 2:2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov'essi erano seduti.

- 2:3 Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro.

- 2:4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.

- 2:5 Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo.

- 2:6 Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.

- 2:7 E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei?

- 2:8 Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa?

- 2:9 Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell'Asia,

- 2:10 della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani,

- 2:11 tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue».

- 2:12 Tutti stupivano ed erano perplessi chiedendosi l'uno all'altro: «Che cosa significa questo?»

- 2:13 Ma altri li deridevano e dicevano: «Sono pieni di vino dolce».

 

Discorso di Pietro alla Pentecoste

- 2:14 Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così:

«Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo, e ascoltate attentamente le mie parole.

- 2:15 Questi non sono ubriachi, come voi supponete, perché è soltanto la terza ora del giorno;

- 2:16 ma questo è quanto fu annunziato per mezzo del profeta Gioele:

- 2:17 "Avverrà negli ultimi giorni", dice Dio, "che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona;

i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno,

i vostri giovani avranno delle visioni,

e i vostri vecchi sogneranno dei sogni.

- 2:18 Anche sui miei servi e sulle mie serve,

in quei giorni, spanderò il mio Spirito, e profetizzeranno.

- 2:19 Farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra,

sangue e fuoco, e vapore di fumo.

- 2:20 Il sole sarà mutato in tenebre, la luna in sangue,

prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore.

- 2:21 E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato".

 

(At 1:8; Lu 24:47)(At 3:13-26; 10:34-43; 13:23-41)

- 2:22 «Uomini d'Israele, ascoltate queste parole! Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra di voi mediante opere potenti, prodigi e segni che Dio fece per mezzo di lui, tra di voi, come voi stessi ben sapete,

- 2:23 quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste;

- 2:24 ma Dio lo risuscitò, avendolo sciolto dagli angosciosi legami della morte, perché non era possibile che egli fosse da essa trattenuto.

- 2:25 Infatti Davide dice di lui:

"Io ho avuto il Signore continuamente davanti agli occhi,

perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso.

- 2:26 Per questo si è rallegrato il mio cuore, la mia lingua ha giubilato

e anche la mia carne riposerà nella speranza;

- 2:27 perché tu non lascerai l'anima mia nell'Ades,

e non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione.

- 2:28 Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita.

Tu mi riempirai di gioia con la tua presenza".

- 2:29 Fratelli, si può ben dire liberamente riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al giorno d'oggi tra di noi.

- 2:30 Egli dunque, essendo profeta e sapendo che Dio gli aveva promesso con giuramento che sul suo trono avrebbe fatto sedere uno dei suoi discendenti,

- 2:31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò dicendo che non sarebbe stato lasciato nel soggiorno dei morti, e che la sua carne non avrebbe subito la decomposizione.

- 2:32 Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò, noi tutti siamo testimoni.

- 2:33 Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite.

- 2:34 Davide infatti non è salito in cielo; eppure egli stesso dice:

«Il Signore ha detto al mio Signore:

"Siedi alla mia destra,

- 2:35 finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi"».

- 2:36 Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

 

Le prime conversioni

Za 12:10; Gv 16:8; At 4:4, 32-37; Lu 5:10

- 2:37 Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Fratelli, che dobbiamo fare?»

- 2:38 E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

- 2:39 Perché per voi è la promessa, per i vostri figli, e per tutti quelli che sono lontani, per quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà».

- 2:40 E con molte altre parole li scongiurava e li esortava, dicendo: «Salvatevi da questa perversa generazione».

 

- 2:41 Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.

- 2:42 Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.

- 2:43 Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli.

- 2:44 Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune;

- 2:45 vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

- 2:46 E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore,

- 2:47 lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che venivano salvati.

 

Guarigione di uno zoppo

At 4:9-22; 9:32-35; 14:8-10

- 3:1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell'ora nona,

- 3:2 mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella», per chiedere l'elemosina a quelli che entravano nel tempio.

- 3:3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l'elemosina.

- 3:4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!»

- 3:5 Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro.

- 3:6 Ma Pietro disse: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!»

- 3:7 Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono.

- 3:8 E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

- 3:9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio;

- 3:10 e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto.

- 3:11 Mentre quell'uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

 

Discorso di Pietro nel tempio

At 4:5-12; 2:22-36; 5:30-32

- 3:12 Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest'uomo?

- 3:13 Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo.

- 3:14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida;

- 3:15 e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni.

- 3:16 E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.

- 3:17 Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi.

- 3:18 Ma ciò che Dio aveva preannunziato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera.

- 3:19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati

- 3:20 e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù,

- 3:21 che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall'antichità per bocca dei suoi santi profeti.

- 3:22 Mosè, infatti, disse: "Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà.

- 3:23 E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo".

- 3:24 Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch'essi annunziato questi giorni.

- 3:25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: "Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette".

- 3:26 A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».

 

L'arresto di Pietro e di Giovanni

At 3:1-16; Mt 10:17-20, 26-33; Gv 15:20-21; 1P 3:14-15

- 4:1 Mentre essi parlavano al popolo, giunsero i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei,

- 4:2 indignati perché essi insegnavano al popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai morti.

- 4:3 Misero loro le mani addosso, e li gettarono in prigione fino al giorno seguente, perché era già sera.

- 4:4 Ma molti di coloro che avevano udito la Parola credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila.

- 4:5 Il giorno seguente, i loro capi, con gli anziani e gli scribi, si riunirono a Gerusalemme,

- 4:6 con Anna, il sommo sacerdote, Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che appartenevano alla famiglia dei sommi sacerdoti.

- 4:7 E, fatti condurre in mezzo a loro Pietro e Giovanni, domandarono: «Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?»

- 4:8 Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro:

«Capi del popolo e anziani,

- 4:9 se oggi siamo esaminati a proposito di un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com'è che quest'uomo è stato guarito,

- 4:10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest'uomo compare guarito, in presenza vostra.

- 4:11 Egli è

"la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata,

ed è divenuta la pietra angolare".

- 4:12 In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».

- 4:13 Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, si meravigliavano, avendo capito che erano popolani senza istruzione; riconoscevano che erano stati con Gesù e,

- 4:14 vedendo l'uomo che era stato guarito, lì presente con loro, non potevano dir niente in contrario.

- 4:15 Ma, dopo aver ordinato loro di uscire dal sinedrio, si consultarono gli uni gli altri dicendo:

- 4:16 «Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per mezzo di loro, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non possiamo negarlo.

- 4:17 Ma, affinché ciò non si diffonda maggiormente tra il popolo, ordiniamo loro con minacce di non parlar più a nessuno nel nome di costui».

- 4:18 E, avendoli chiamati, imposero loro di non parlare né insegnare affatto nel nome di Gesù.

- 4:19 Ma Pietro e Giovanni risposero loro: «Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a voi anziché a Dio.

- 4:20 Quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite».

- 4:21 Ed essi, minacciatili di nuovo, li lasciarono andare, non trovando assolutamente come poterli punire, a causa del popolo; perché tutti glorificavano Dio per quello che era accaduto.

- 4:22 Infatti l'uomo in cui questo miracolo della guarigione era stato compiuto aveva più di quarant'anni.

 

La chiesa riunita in preghiera

Sl 2:1-4 (2R 19:14-19; Mt 18:19-20) cfr. At 2:1-4

- 4:23 Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro, e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette.

- 4:24 Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio, e dissero: «Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi;

- 4:25 colui che mediante lo Spirito Santo ha detto per bocca del tuo servo Davide, nostro padre:

"Perché questo tumulto fra le nazioni,

e i popoli meditano cose vane?

- 4:26 I re della terra si sono sollevati,

i principi si sono riuniti insieme

contro il Signore e contro il suo Cristo".

- 4:27 Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d'Israele,

- 4:28 per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero.

- 4:29 Adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua Parola in tutta franchezza,

- 4:30 stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù».

- 4:31 Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti, tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunziavano la Parola di Dio con franchezza.

 

I credenti di Gerusalemme mettono in comune i loro beni

At 2:44-47; 1Gv 3:16-19; Lu 12:33; 2Co 8:13-15; 9:9

- 4:32 La moltitudine di quelli che avevano creduto era d'un sol cuore e di un'anima sola; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva ma tutto era in comune tra di loro.

- 4:33 Gli apostoli, con grande potenza, rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro.

- 4:34 Infatti non c'era nessun bisognoso tra di loro; perché tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano l'importo delle cose vendute,

- 4:35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi, veniva distribuito a ciascuno, secondo il bisogno.

- 4:36 Or Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che tradotto vuol dire: Figlio di consolazione), Levita, cipriota di nascita,

- 4:37 avendo un campo, lo vendette, e ne consegnò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.

 

Anania e Saffira

At 4:34-37 (Le 10:1-5; 2R 5:20-27; De 23:21-23; Gs 7:19, ecc.) Lu 12:1-5, 15; 1Co 5:13

- 5:1 Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette una proprietà,

- 5:2 e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e, un'altra parte, la consegnò, deponendola ai piedi degli apostoli.

- 5:3 Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere?

- 5:4 Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio».

- 5:5 Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose.

- 5:6 I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono.

- 5:7 Circa tre ore dopo, sua moglie, non sapendo ciò che era accaduto, entrò.

- 5:8 E Pietro, rivolgendosi a lei: «Dimmi», le disse, «avete venduto il podere per tanto?» Ed ella rispose: «Sì, per tanto».

- 5:9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te».

- 5:10 Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito.

- 5:11 Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti quelli che udivano queste cose.

 

Numerosi miracoli a Gerusalemme

At 19:11-20; Mi 5:6

- 5:12 Molti segni e prodigi erano fatti tra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di comune accordo si ritrovavano sotto il portico di Salomone.

- 5:13 Ma nessuno degli altri osava unirsi a loro; il popolo però li esaltava.

- 5:14 E sempre di più si aggiungevano uomini e donne in gran numero, che credevano nel Signore;

- 5:15 tanto che portavano perfino i malati nelle piazze, e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra ne coprisse qualcuno.

- 5:16 La folla accorreva dalle città vicine a Gerusalemme, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi; e tutti erano guariti.

 

L'arresto degli apostoli

At 12:3-11; 4:5-12, 18-20

- 5:17 Il sommo sacerdote e tutti quelli che erano con lui, cioè la setta dei sadducei, si alzarono, pieni di invidia,

- 5:18 e misero le mani sopra gli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica.

- 5:19 Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione e, condottili fuori, disse:

- 5:20 «Andate, presentatevi nel tempio e annunziate al popolo tutte le parole di questa vita».

- 5:21 Essi, udito ciò, entrarono sul far del giorno nel tempio, e insegnavano. Ora il sommo sacerdote e quelli che erano con lui vennero, convocarono il sinedrio e tutti gli anziani del popolo d'Israele, e mandarono alla prigione per far condurre davanti a loro gli apostoli.

- 5:22 Ma le guardie che vi andarono non li trovarono nella prigione; e, tornate, fecero il loro rapporto,

- 5:23 dicendo: «La prigione l'abbiamo trovata chiusa con ogni diligenza, e le guardie in piedi davanti alle porte; abbiamo aperto, ma non abbiamo trovato nessuno dentro».

- 5:24 Quando il capitano del tempio e i capi dei sacerdoti udirono queste cose, rimasero perplessi sul conto loro, non sapendo cosa ciò potesse significare.

- 5:25 Ma sopraggiunse uno che disse loro: «Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione, sono nel tempio, e stanno insegnando al popolo».

- 5:26 Allora il capitano, con le guardie, andò e li condusse via, senza far loro violenza, perché temevano di essere lapidati dal popolo.

- 5:27 Dopo averli portati via, li presentarono al sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò,

- 5:28 dicendo: «Non vi abbiamo forse espressamente vietato di insegnare nel nome di costui? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete far ricadere su di noi il sangue di quell'uomo».

- 5:29 Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.

- 5:30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno

- 5:31 e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e perdono dei peccati.

- 5:32 Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono».

 

Il consiglio di Gamaliele convince i capi religiosi

(Sl 37:12, 32-33; Pr 16:14)(Mt 5:10-12; 1P 4:13-16) Ap 3:8

- 5:33 Ma essi, udendo queste cose fremevano d'ira, e si proponevano di ucciderli.

- 5:34 Ma un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel sinedrio, comandò che gli apostoli venissero un momento allontanati.

- 5:35 Poi disse loro: «Uomini d'Israele, badate bene a quello che state per fare circa questi uomini.

- 5:36 Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi e ridotti a nulla.

- 5:37 Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi.

- 5:38 E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta;

- 5:39 ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio».

- 5:40 Essi furono da lui convinti; e chiamati gli apostoli, li batterono, ingiunsero loro di non parlare nel nome di Gesù e li lasciarono andare.

- 5:41 Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù.

- 5:42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di portare il lieto messaggio che Gesù è il Cristo.

 

Istituzione dei diaconi

Es 18:13-26; 1Ti 3:8-13

- 6:1 In quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio da parte degli ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana.

- 6:2 I dodici, convocata la moltitudine dei discepoli, dissero: «Non è conveniente che noi lasciamo la Parola di Dio per servire alle mense.

- 6:3 Pertanto, fratelli, cercate di trovare fra di voi sette uomini, dei quali si abbia buona testimonianza, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.

- 6:4 Quanto a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della Parola».

- 6:5 Questa proposta piacque a tutta la moltitudine; ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, proselito di Antiochia.

- 6:6 Li presentarono agli apostoli, i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

- 6:7 La Parola di Dio si diffondeva, e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente in Gerusalemme; e anche un gran numero di sacerdoti ubbidiva alla fede.

 

L'arresto di Stefano

Eb 2:4; Lu 21:14-15; Gv 15:18-21

- 6:8 Ora Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo.

- 6:9 Ma alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini, di quelli di Cilicia e d'Asia, si misero a discutere con Stefano;

- 6:10 e non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava.

- 6:11 Allora istigarono degli uomini che dissero: «Noi lo abbiamo udito mentre pronunciava parole di bestemmia contro Mosè e contro Dio».

- 6:12 Essi misero in agitazione il popolo, gli anziani, gli scribi; e, venutigli addosso, lo afferrarono e lo condussero al sinedrio;

- 6:13 e presentarono dei falsi testimoni, che dicevano: «Quest'uomo non cessa di proferire parole contro il luogo santo e contro la legge.

- 6:14 Infatti lo abbiamo udito affermare che quel Nazareno, Gesù, distruggerà questo luogo e cambierà gli usi che Mosè ci ha tramandati».

- 6:15 E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissati gli occhi su di lui, videro il suo viso simile a quello di un angelo.

 

Discorso di Stefano

At 6:9-15; Sl 105:7-25

- 7:1 Il sommo sacerdote disse: «Le cose stanno proprio così?»

- 7:2 Egli rispose:

«Fratelli e padri, ascoltate. Il Dio della gloria apparve ad Abraamo, nostro padre, mentr'egli era in Mesopotamia, prima che si stabilisse in Carran,

- 7:3 e gli disse: "Esci dal tuo paese e dal tuo parentado, e va' nel paese che io ti mostrerò".

- 7:4 Allora egli lasciò il paese dei Caldei, e andò ad abitare in Carran; e di là, dopo che suo padre morì, Dio lo fece venire in questo paese, che ora voi abitate.

- 7:5 In esso però non gli diede in proprietà neppure un palmo di terra, ma gli promise di darla in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui, quando egli non aveva ancora nessun figlio.

- 7:6 Dio parlò così: "La sua discendenza soggiornerà in terra straniera, e sarà ridotta in schiavitù e maltrattata per quattrocento anni.

- 7:7 Ma io giudicherò la nazione che avranno servita", disse Dio; "e dopo questo essi partiranno e mi renderanno il loro culto in questo luogo".

- 7:8 Poi gli diede il patto della circoncisione; così Abraamo, dopo aver generato Isacco, lo circoncise l'ottavo giorno; e Isacco generò Giacobbe, e Giacobbe i dodici patriarchi.

- 7:9 I patriarchi, portando invidia a Giuseppe, lo vendettero, perché fosse condotto in Egitto; ma Dio era con lui,

- 7:10 e lo liberò da ogni sua tribolazione, e gli diede sapienza e grazia davanti al faraone, re d'Egitto, che lo costituì governatore dell'Egitto e di tutta la sua casa.

 

- 7:11 Sopraggiunse poi una carestia in tutto l'Egitto e in Canaan; l'angoscia era grande, e i nostri padri non trovavano viveri.

- 7:12 Giacobbe, saputo che in Egitto c'era grano, vi mandò una prima volta i nostri padri.

- 7:13 La seconda volta, Giuseppe fu riconosciuto dai suoi fratelli, e così il faraone venne a sapere di che stirpe fosse Giuseppe.

- 7:14 Poi Giuseppe mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutta la sua parentela, composta di settantacinque persone.

- 7:15 Giacobbe discese in Egitto, dove morirono lui e i nostri padri;

- 7:16 poi furono trasportati a Sichem, e deposti nel sepolcro che Abraamo aveva comprato con una somma di denaro dai figli di Emmor in Sichem.

- 7:17 Mentre si avvicinava il tempo del compimento della promessa fatta da Dio ad Abraamo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto,

- 7:18 finché sorse sull'Egitto un altro re, che non sapeva nulla di Giuseppe.

- 7:19 Costui, procedendo con astuzia contro il nostro popolo, maltrattò i nostri padri, fino a costringerli ad abbandonare i loro bambini, perché non fossero lasciati in vita.

 

Es 2:14; 3:1-10 (Eb 11:23-29; Sl 105:26-45; 106)(Lu 16:29; Gv 5:45-47) 1R 8:12-27

- 7:20 «In quel tempo nacque Mosè, che era bello agli occhi di Dio; egli fu nutrito per tre mesi in casa di suo padre;

- 7:21 e, quando fu abbandonato, la figlia del faraone lo raccolse e lo allevò come figlio.

- 7:22 Mosè fu istruito in tutta la sapienza degli Egiziani e divenne potente in parole e opere.

- 7:23 Ma quando raggiunse l'età di quarant'anni, gli venne in animo di andare a visitare i suoi fratelli, i figli di Israele.

- 7:24 Vedendo che uno di loro era maltrattato, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, colpendo a morte l'Egiziano.

- 7:25 Or egli pensava che i suoi fratelli avrebbero capito che Dio voleva salvarli per mano di lui; ma essi non compresero.

- 7:26 Il giorno seguente si presentò a loro, mentre litigavano, e cercava di riconciliarli, dicendo: "Uomini, voi siete fratelli; perché vi fate torto a vicenda?"

- 7:27 Ma quello che faceva torto al suo prossimo lo respinse, dicendo: "Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi?

- 7:28 Vuoi uccidere me come ieri uccidesti l'Egiziano?"

- 7:29 A queste parole Mosè fuggì, e andò a vivere come straniero nel paese di Madian, dove ebbe due figli.

- 7:30 Trascorsi quarant'anni, un angelo gli apparve nel deserto del monte Sinai, nella fiamma di un pruno ardente.

- 7:31 Mosè guardò e rimase stupito di questa visione; e, come si avvicinava per osservare meglio, si udì la voce del Signore:

- 7:32 "Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe". Mosè, tutto tremante, non osava guardare.

- 7:33 Il Signore gli disse: "Togliti i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è suolo sacro.

- 7:34 Certo, ho visto l'afflizione del mio popolo in Egitto, ho udito i loro gemiti e sono disceso per liberarli; e ora, vieni, ti manderò in Egitto".

- 7:35 Questo Mosè che avevano rinnegato dicendo: "Chi ti ha costituito capo e giudice?", proprio lui Dio mandò loro come capo e liberatore con l'aiuto dell'angelo che gli era apparso nel pruno.

- 7:36 Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nel paese d'Egitto, nel mar Rosso e nel deserto per quarant'anni.

- 7:37 Questi è il Mosè che disse ai figli d'Israele: "Dio vi susciterà, tra i vostri fratelli, un profeta come me".

- 7:38 Questi è colui che nell'assemblea del deserto fu con l'angelo che gli parlava sul monte Sinai e con i nostri padri, e che ricevette parole di vita da trasmettere a noi.

- 7:39 Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, lo respinsero, e si volsero in cuor loro verso l'Egitto,

- 7:40 dicendo ad Aaronne: "Facci degli dèi che vadano davanti a noi, perché di questo Mosè, che ci ha condotti fuori dall'Egitto, non sappiamo che cosa sia avvenuto".

- 7:41 E in quei giorni fabbricarono un vitello, offrirono sacrifici all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani.

- 7:42 Ma Dio si ritrasse da loro e li abbandonò al culto dell'esercito del cielo, come sta scritto nel libro dei profeti:

"Mi avete forse offerto vittime e sacrifici

per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele?

- 7:43 Anzi, vi portaste appresso la tenda di Moloc

e la stella del dio Refàn;

immagini che voi faceste per adorarle.

Perciò io vi deporterò di là da Babilonia".

- 7:44 I vostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che aveva detto a Mosè di farla secondo il modello da lui veduto.

- 7:45 I nostri padri, guidati da Giosuè, dopo averla ricevuta, la trasportarono nel paese posseduto dai popoli che Dio scacciò davanti a loro. Là rimase fino ai tempi di Davide,

- 7:46 il quale trovò grazia davanti a Dio, e chiese di poter preparare lui una dimora al Dio di Giacobbe.

- 7:47 Fu invece Salomone che gli costruì una casa.

- 7:48 L'Altissimo però non abita in edifici fatti da mano d'uomo, come dice il profeta:

- 7:49 "Il cielo è il mio trono,

e la terra lo sgabello dei miei piedi.

Quale casa mi costruirete, dice il Signore,

o quale sarà il luogo del mio riposo?

- 7:50 Non ha la mia mano creato tutte queste cose?"

 

Mt 23:29-36 (2Ti 4:6-8; Ap 2:10; 7:13-17)

- 7:51 «Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d'orecchi, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo; come fecero i vostri padri, così fate anche voi.

- 7:52 Quale dei profeti non perseguitarono i vostri padri? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti i traditori e gli uccisori;

- 7:53 voi, che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli, e non l'avete osservata».

 

Stefano, primo martire della fede

- 7:54 Essi, udendo queste cose, fremevano di rabbia in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui.

- 7:55 Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra,

- 7:56 e disse: «Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figlio dell'uomo in piedi alla destra di Dio».

- 7:57 Ma essi, gettando grida altissime, si turarono gli orecchi e si avventarono tutti insieme sopra di lui;

- 7:58 e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono. I testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.

- 7:59 E lapidarono Stefano che invocava Gesù e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito».

- 7:60 Poi, messosi in ginocchio, gridò ad alta voce: «Signore, non imputar loro questo peccato». E detto questo si addormentò.

 

Persecuzione della chiesa

(At 11:19-21; Fl 1:12-14)(Gv 4:35-42; 6:70) cfr. Ga 1:13-14

- 8:1 E Saulo approvava la sua uccisione.

Vi fu in quel tempo una grande persecuzione contro la chiesa che era in Gerusalemme. Tutti furono dispersi per le regioni della Giudea e della Samaria, salvo gli apostoli.

- 8:2 Uomini pii seppellirono Stefano e fecero gran cordoglio per lui.

- 8:3 Saulo intanto devastava la chiesa, entrando di casa in casa; e, trascinando via uomini e donne, li metteva in prigione.

 

Filippo in Samaria; Simon mago

- 8:4 Allora quelli che erano dispersi se ne andarono di luogo in luogo, portando il lieto messaggio della Parola.

- 8:5 Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo.

- 8:6 E le folle unanimi prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, ascoltandolo e osservando i miracoli che faceva.

- 8:7 Infatti gli spiriti immondi uscivano da molti indemoniati, mandando alte grida; e molti paralitici e zoppi erano guariti.

- 8:8 E vi fu grande gioia in quella città.

- 8:9 Or vi era un tale, di nome Simone, che già da tempo esercitava nella città le arti magiche, e faceva stupire la gente di Samaria, spacciandosi per un personaggio importante.

- 8:10 Tutti, dal più piccolo al più grande, gli davano ascolto, dicendo: «Questi è "la potenza di Dio", quella che è chiamata "la Grande"».

- 8:11 E gli davano ascolto, perché già da molto tempo li aveva incantati con le sue arti magiche.

- 8:12 Ma quando ebbero creduto a Filippo che portava loro il lieto messaggio del regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini e donne.

- 8:13 Simone credette anche lui; e, dopo essere stato battezzato, stava sempre con Filippo; e restava meravigliato, vedendo i miracoli e le opere potenti che venivano fatti.

 

At 19:5-6 (1Ti 6:5, 9-10; Mt 6:24)

- 8:14 Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni.

- 8:15 Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo;

- 8:16 infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.

- 8:17 Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo.

- 8:18 Simone, vedendo che per l'imposizione delle mani degli apostoli veniva dato lo Spirito Santo, offrì loro del denaro, dicendo:

- 8:19 «Date anche a me questo potere, affinché colui al quale imporrò le mani riceva lo Spirito Santo».

- 8:20 Ma Pietro gli disse: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai creduto di poter acquistare con denaro il dono di Dio.

- 8:21 Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio.

- 8:22 Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti perdoni il pensiero del tuo cuore.

- 8:23 Vedo infatti che tu sei pieno d'amarezza e prigioniero d'iniquità».

- 8:24 Simone rispose: «Pregate voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi accada».

- 8:25 Essi, dopo aver reso testimonianza e aver annunziato la Parola del Signore, se ne ritornarono a Gerusalemme, evangelizzando molti villaggi della Samaria.

 

Filippo e il ministro etiope

1R 8:41-43; Is 53:7-8; Is 56:3-7

- 8:26 Un angelo del Signore parlò a Filippo così: «Àlzati, e va' verso mezzogiorno, sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è una strada deserta».

- 8:27 Egli si alzò e partì. Ed ecco un etiope, eunuco e ministro di Candace, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare,

- 8:28 e ora stava tornandosene, seduto sul suo carro, leggendo il profeta Isaia.

- 8:29 Lo Spirito disse a Filippo: «Avvicìnati, e raggiungi quel carro».

- 8:30 Filippo accorse, udì che quell'uomo leggeva il profeta Isaia, e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?»

- 8:31 Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui.

- 8:32 Or il passo della Scrittura che egli leggeva era questo:

«Egli è stato condotto al macello come una pecora;

e come un agnello che è muto davanti a colui che lo tosa,

così egli non ha aperto la bocca.

- 8:33 Nella sua umiliazione egli fu sottratto al giudizio.

Chi potrà descrivere la sua generazione?

Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra».

- 8:34 L'eunuco, rivolto a Filippo, gli disse: «Di chi, ti prego, dice questo il profeta? Di sé stesso, oppure di un altro?»

- 8:35 Allora Filippo prese a parlare e, cominciando da questo passo della Scrittura, gli comunicò il lieto messaggio di Gesù.

- 8:36 Strada facendo, giunsero a un luogo dove c'era dell'acqua. E l'eunuco disse: «Ecco dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?»

- 8:37 [Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, è possibile». L'eunuco rispose: «Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio».]

- 8:38 Fece fermare il carro, e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco; e Filippo lo battezzò.

- 8:39 Quando uscirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo; e l'eunuco, continuando il suo viaggio tutto allegro, non lo vide più.

- 8:40 Poi Filippo si ritrovò in Azot; e, proseguendo, evangelizzò tutte le città, finché giunse a Cesarea.

 

 

La conversione di Saulo

At 22:3-16; 26:9-20; Ga 1:11-16; 1Ti 1:12-16

- 9:1 Saulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote,

- 9:2 e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato dei seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.

- 9:3 E durante il viaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne che, d'improvviso, sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo

- 9:4 e, caduto in terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?»

- 9:5 Egli domandò: «Chi sei, Signore?» E il Signore: «Io sono Gesù, che tu perseguiti. [Ti è duro recalcitrare contro il pungolo.

- 9:6 Egli, tutto tremante e spaventato, disse: Signore, che vuoi che io faccia? Il Signore gli disse:] Àlzati, entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».

- 9:7 Gli uomini che facevano il viaggio con lui rimasero stupiti, perché udivano la voce, ma non vedevano nessuno.

- 9:8 Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla; e quelli, conducendolo per mano, lo portarono a Damasco,

- 9:9 dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.

- 9:10 Or a Damasco c'era un discepolo di nome Anania; e il Signore gli disse in visione: «Anania!» Egli rispose: «Eccomi, Signore».

- 9:11 E il Signore a lui: «Àlzati, va' nella strada chiamata Diritta, e cerca in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo; poiché ecco, egli è in preghiera,

- 9:12 e ha visto in visione un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista».

- 9:13 Ma Anania rispose: «Signore, ho sentito dire da molti di quest'uomo quanto male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme.

- 9:14 E qui ha ricevuto autorità dai capi dei sacerdoti per incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome».

- 9:15 Ma il Signore gli disse: «Va', perché egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli, ai re, e ai figli d'Israele;

- 9:16 perché io gli mostrerò quanto debba soffrire per il mio nome».

- 9:17 Allora Anania andò, entrò in quella casa, gli impose le mani e disse: «Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada per la quale venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia riempito di Spirito Santo».

- 9:18 In quell'istante gli caddero dagli occhi come delle squame, e ricuperò la vista; poi, alzatosi, fu battezzato.

- 9:19 E, dopo aver preso cibo, gli ritornarono le forze. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco,

- 9:20 e si mise subito a predicare nelle sinagoghe che Gesù è il Figlio di Dio.

- 9:21 Tutti quelli che lo ascoltavano si meravigliavano e dicevano: «Ma costui non è quel tale che a Gerusalemme infieriva contro quelli che invocano questo nome ed era venuto qua con lo scopo di condurli incatenati ai capi dei sacerdoti?»

- 9:22 Ma Saulo si fortificava sempre di più e confondeva i Giudei residenti a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.

 

 

 

Saulo a Gerusalemme e a Tarso; il persecutore perseguitato

2Co 11:32-33 (Ga 1:18-24; At 22:17-21)

- 9:23 Parecchi giorni dopo, i Giudei deliberarono di ucciderlo;

- 9:24 ma Saulo venne a conoscenza del loro complotto. Essi facevano persino la guardia alle porte, giorno e notte, per ucciderlo;

- 9:25 ma i discepoli lo presero di notte e lo calarono dalle mura dentro una cesta.

- 9:26 Quando fu giunto a Gerusalemme, tentava di unirsi ai discepoli; ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.

- 9:27 Allora Barnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli, e raccontò loro come durante il viaggio aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù.

- 9:28 Da allora, Saulo andava e veniva con loro in Gerusalemme, e predicava con franchezza nel nome del Signore;

- 9:29 discorreva pure e discuteva con gli ellenisti; ma questi cercavano di ucciderlo.

- 9:30 I fratelli, saputolo, lo condussero a Cesarea, e di là lo mandarono a Tarso.

- 9:31 Così la chiesa, per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria, aveva pace, ed era edificata; e, camminando nel timore del Signore e nella consolazione dello Spirito Santo, cresceva costantemente di numero.

 

Enea, il paralitico guarito da Pietro

Mr 2:3-12; At 3:1-16

- 9:32 Avvenne che mentre Pietro andava a far visita a tutti si recò anche dai santi residenti a Lidda.

- 9:33 Là trovò un uomo di nome Enea, che da otto anni giaceva paralitico in un letto.

- 9:34 Pietro gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto». Egli subito si alzò.

- 9:35 E tutti gli abitanti di Lidda e di Saron lo videro e si convertirono al Signore.

 

Tabita risuscitata da Pietro

Lu 7:11-17; 1R 17:17-24; 2R 4:18-37; At 20:7-12

- 9:36 A Ioppe c'era una discepola, di nome Tabita, che, tradotto, vuol dire Gazzella: ella faceva molte opere buone ed elemosine.

- 9:37 Proprio in quei giorni si ammalò e morì. E, dopo averla lavata, la deposero in una stanza di sopra.

- 9:38 Poiché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, mandarono due uomini per pregarlo che senza indugio andasse da loro.

- 9:39 Pietro allora si alzò e partì con loro. Appena arrivato, lo condussero nella stanza di sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentre era con loro.

- 9:40 Ma Pietro, fatti uscire tutti, si mise in ginocchio, e pregò; e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita, àlzati». Ella aprì gli occhi; e, visto Pietro, si mise seduta.

- 9:41 Egli le diede la mano e la fece alzare; e, chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita.

- 9:42 Ciò fu risaputo in tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore.

- 9:43 Pietro rimase molti giorni a Ioppe, presso un certo Simone conciatore di pelli.

 

Il vangelo annunziato ai pagani; Cornelio invita Pietro a casa sua

(At 11:13-14; 10:30-35) Sl 145:18-19; Is 56:6-7; Sl 112:4

- 10:1 Vi era in Cesarea un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta «Italica».

- 10:2 Quest'uomo era pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio assiduamente.

- 10:3 Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: «Cornelio!»

- 10:4 Egli, guardandolo fisso e preso da spavento, rispose: «Che c'è, Signore?» E l'angelo gli disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, come una ricordanza, davanti a Dio.

- 10:5 E ora manda degli uomini a Ioppe, e fa' venire un certo Simone, detto anche Pietro.

- 10:6 Egli è ospite di un tal Simone, conciatore di pelli, la cui casa è vicino al mare».

 

- 10:7 Appena l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi domestici, e un pio soldato fra i suoi attendenti

- 10:8 e, dopo aver raccontato loro ogni cosa, li mandò a Ioppe.

At 11:1-18; 15:7-9; Ro 9:25-26; Za 2:11; Ap 21:24-27; 22:2

- 10:9 Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sulla terrazza, verso l'ora sesta, per pregare.

- 10:10 Ebbe però fame e desiderava prender cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi.

- 10:11 Vide il cielo aperto, e scenderne un oggetto simile a una gran tovaglia, che, tenuta per i quattro angoli, veniva calata a terra.

- 10:12 In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo.

- 10:13 E una voce gli disse: «Àlzati, Pietro; ammazza e mangia».

- 10:14 Ma Pietro rispose: «No assolutamente, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato».

- 10:15 E la voce parlò una seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure».

- 10:16 Questo avvenne per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu ritirato in cielo.

- 10:17 Mentre Pietro, dentro di sé, si domandava che cosa significasse la visione, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta.

- 10:18 Avendo chiamato, chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiasse lì.

- 10:19 Mentre Pietro stava ripensando alla visione, lo Spirito gli disse: «Ecco tre uomini che ti cercano.

- 10:20 Àlzati dunque, scendi, e va' con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io».

- 10:21 Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: «Eccomi, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?»

- 10:22 Essi risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, del quale rende buona testimonianza tutto il popolo dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo, di farti chiamare in casa sua e di ascoltare quello che avrai da dirgli».

- 10:23 Pietro allora li fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente andò con loro; e alcuni fratelli di Ioppe l'accompagnarono.

- 10:24 L'indomani arrivarono a Cesarea. Cornelio li stava aspettando e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi amici intimi.

- 10:25 Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si inginocchiò davanti a lui.

- 10:26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati, anch'io sono uomo!»

- 10:27 Conversando con lui, entrò e, trovate molte persone lì riunite,

- 10:28 disse loro: «Voi sapete come non sia lecito a un giudeo di aver relazioni con uno straniero o di entrar in casa sua; ma Dio mi ha mostrato che nessun uomo deve essere ritenuto impuro o contaminato.

- 10:29 Perciò, essendo stato chiamato, sono venuto senza fare obiezioni. Ora vi chiedo: qual è il motivo per cui mi avete mandato a chiamare?»

- 10:30 Cornelio disse: «Quattro giorni or sono stavo pregando, all'ora nona, in casa mia, quand'ecco un uomo mi si presentò davanti, in veste risplendente,

- 10:31 e disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita, e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio.

- 10:32 Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa' venire Simone, detto anche Pietro; egli è ospite in casa di Simone, conciatore di pelli, in riva al mare".

- 10:33 Perciò, subito mandai a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; or dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore».

 

(cfr. At 2:14-41)

- 10:34 Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali;

- 10:35 ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito.

- 10:36 Questa è la parola ch'egli ha diretta ai figli d'Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti.

- 10:37 Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni;

- 10:38 vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com'egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.

- 10:39 E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno.

- 10:40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse

- 10:41 non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

- 10:42 E ci ha comandato di annunziare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti.

- 10:43 Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome».

- 10:44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola.

- 10:45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri,

- 10:46 perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.

- 10:47 Allora Pietro disse: «C'è forse qualcuno che possa negare l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?»

- 10:48 E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.

 

Pietro si giustifica per aver fatto battezzare Cornelio

At 10; Ef 2:11-22; 1P 2:10 (Tt 2:11; 1Ti 2:4)

- 11:1 Gli apostoli e i fratelli che si trovavano nella Giudea vennero a sapere che anche gli stranieri avevano ricevuto la Parola di Dio.

- 11:2 E quando Pietro salì a Gerusalemme, i credenti circoncisi lo contestavano,

- 11:3 dicendo: «Tu sei entrato in casa di uomini non circoncisi, e hai mangiato con loro!»

- 11:4 Allora Pietro raccontò loro le cose per ordine fin dal principio, dicendo:

- 11:5 «Io ero nella città di Ioppe in preghiera e, rapito in estasi, ebbi una visione: un oggetto, simile a una gran tovaglia, tenuto per i quattro capi, scendeva giù dal cielo, e giunse fino a me;

- 11:6 io, fissandolo con attenzione, lo esaminai e vidi quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo.

- 11:7 Udii anche una voce che mi diceva: "Pietro, àlzati, ammazza e mangia".

- 11:8 Ma io dissi: "No assolutamente, Signore; perché nulla di impuro o contaminato mi è mai entrato in bocca".

- 11:9 Ma la voce ribatté per la seconda volta dal cielo: "Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure".

- 11:10 E ciò accadde per tre volte, poi ogni cosa fu ritirata in cielo.

- 11:11 In quell'istante tre uomini, mandatimi da Cesarea, si presentarono alla casa dove eravamo.

- 11:12 Lo Spirito mi disse di andar con loro, senza farmene scrupolo. Anche questi sei fratelli vennero con me, ed entrammo in casa di quell'uomo.

- 11:13 Egli ci raccontò come aveva visto l'angelo presentarsi in casa sua e dirgli: "Manda qualcuno a Ioppe, e fa' venire Simone, detto anche Pietro.

- 11:14 Egli ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu e tutta la tua famiglia".

- 11:15 Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo scese su di loro, esattamente come su di noi al principio.

- 11:16 Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: "Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo".

- 11:17 Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?»

- 11:18 Allora, udite queste cose, si calmarono e glorificarono Dio, dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche agli stranieri affinché abbiano la vita».

 

La chiesa di Antiochia; i credenti sono chiamati cristiani

(At 8:1, 4; Fl 1:12; 1Te 1:5, 9-10) Cl 2:6-7

- 11:19 Quelli che erano stati dispersi per la persecuzione avvenuta a causa di Stefano, andarono sino in Fenicia, a Cipro e ad Antiochia, annunziando la Parola solo ai Giudei, e a nessun altro.

- 11:20 Ma alcuni di loro, che erano Ciprioti e Cirenei, giunti ad Antiochia, si misero a parlare anche ai Greci, portando il lieto messaggio del Signore Gesù.

- 11:21 La mano del Signore era con loro; e grande fu il numero di coloro che credettero e si convertirono al Signore.

 

- 11:22 La notizia giunse alle orecchie della chiesa che era in Gerusalemme, la quale mandò Barnaba fino ad Antiochia.

- 11:23 Quand'egli giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò, e li esortò tutti ad attenersi al Signore con cuore risoluto,

- 11:24 perché egli era un uomo buono, pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla molto numerosa fu aggiunta al Signore.

- 11:25 Poi Barnaba partì verso Tarso, a cercare Saulo; e, dopo averlo trovato, lo condusse ad Antiochia.

- 11:26 Essi parteciparono per un anno intero alle riunioni della chiesa, e istruirono un gran numero di persone; ad Antiochia, per la prima volta, i discepoli furono chiamati cristiani.

 

La chiesa di Antiochia manda dei doni ai cristiani di Gerusalemme

Ro 15:25-27; Ga 6:9-10

- 11:27 In quei giorni, alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiochia.

- 11:28 E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra; la si ebbe infatti durante l'impero di Claudio.

- 11:29 I discepoli decisero allora di inviare una sovvenzione, ciascuno secondo le proprie possibilità, ai fratelli che abitavano in Giudea.

- 11:30 E così fecero, inviandola agli anziani, per mezzo di Barnaba e di Saulo.

 

Erode Agrippa fa uccidere Giacomo; Pietro liberato dal carcere

(At 5:17-24; Da 6:16-23; Is 49:24-25; Eb 1:14) Ap 2:10; Mt 18:19-20

- 12:1 In quel periodo, il re Erode cominciò a maltrattare alcuni della chiesa;

- 12:2 e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni.

- 12:3 Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, continuò e fece arrestare anche Pietro. Erano i giorni degli Azzimi.

- 12:4 Dopo averlo fatto arrestare, lo mise in prigione, affidandolo alla custodia di quattro picchetti di quattro soldati ciascuno; perché voleva farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.

- 12:5 Pietro dunque era custodito nella prigione; ma fervide preghiere a Dio erano fatte per lui dalla chiesa.

- 12:6 Nella notte che precedeva il giorno in cui Erode voleva farlo comparire, Pietro stava dormendo in mezzo a due soldati, legato con due catene; e le sentinelle davanti alla porta custodivano il carcere.

- 12:7 Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse e una luce risplendette nella cella. L'angelo, battendo il fianco a Pietro, lo svegliò, dicendo: «Àlzati, presto!» E le catene gli caddero dalle mani.

- 12:8 L'angelo disse: «Vèstiti, e mettiti i sandali». E Pietro fece così. Poi gli disse ancora: «Mettiti il mantello e seguimi».

- 12:9 Ed egli, uscito, lo seguiva, non sapendo che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva infatti di avere una visione.

- 12:10 Com'ebbero oltrepassata la prima e la seconda guardia, giunsero alla porta di ferro che immette in città, la quale si aprì da sé davanti a loro; uscirono e s'inoltrarono per una strada; e, all'improvviso, l'angelo si allontanò da lui.

- 12:11 Pietro, rientrato in sé, disse: «Ora so di sicuro che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si attendeva il popolo dei Giudei».

- 12:12 Pietro dunque, consapevole della situazione, andò a casa di Maria, madre di Giovanni detto anche Marco, dove molti fratelli erano riuniti in preghiera.

- 12:13 Dopo aver bussato alla porta d'ingresso, una serva di nome Rode si avvicinò per sentire chi era

- 12:14 e, riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse dentro ad annunziare che Pietro stava davanti alla porta.

- 12:15 Quelli le dissero: «Tu sei pazza!» Ma ella insisteva che la cosa stava così. Ed essi dicevano: «È il suo angelo».

- 12:16 Pietro intanto continuava a bussare e, quand'ebbero aperto, lo videro e rimasero stupiti.

- 12:17 Ma egli, con la mano, fece loro cenno di tacere e raccontò in che modo il Signore lo aveva fatto uscire dal carcere. Poi disse: «Fate sapere queste cose a Giacomo e ai fratelli». Quindi uscì e se ne andò in un altro luogo.

- 12:18 Fattosi giorno, i soldati furono molto agitati, perché non sapevano che cosa fosse avvenuto di Pietro.

- 12:19 Erode lo fece cercare e, non avendolo trovato, processò le guardie, e comandò che fossero condotte al supplizio. Poi scese dalla Giudea e soggiornò a Cesarea.

 

Erode colpito dal castigo di Dio

(Da 5:18-30; Pr 16:18; Sl 37:35-36) Is 51:7-8

- 12:20 Erode era fortemente irritato contro i Tiri e i Sidoni; ma essi di comune accordo si presentarono a lui; e, guadagnato il favore di Blasto, ciambellano del re, chiesero pace, perché il loro paese riceveva i viveri dal paese del re.

- 12:21 Nel giorno fissato, Erode indossò l'abito regale e sedutosi sul trono, tenne loro un pubblico discorso.

- 12:22 E il popolo acclamava: «Voce di un dio e non di un uomo!»

- 12:23 In quell'istante un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato la gloria a Dio; e, roso dai vermi, morì.

- 12:24 Intanto la Parola di Dio progrediva e si diffondeva sempre di più.

- 12:25 Barnaba e Saulo, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme, prendendo con loro Giovanni detto anche Marco.

 

Primo viaggio missionario

Barnaba e Saulo scelti dallo Spirito Santo

(Ga 2:7-9; At 14:26-27) 2Ti 3:8-9

- 13:1 Nella chiesa che era ad Antiochia c'erano profeti e dottori: Barnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaem, amico d'infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo.

- 13:2 Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati».

- 13:3 Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire.

 

Barnaba e Saulo a Cipro

- 13:4 Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là salparono verso Cipro.

- 13:5 Giunti a Salamina, annunziarono la Parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei; e avevano con loro Giovanni come aiutante.

- 13:6 Poi, attraversata tutta l'isola fino a Pafo, trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Gesù,

- 13:7 il quale era con il proconsole Sergio Paolo, uomo intelligente. Questi, chiamati a sé Barnaba e Saulo, chiese di ascoltare la Parola di Dio.

- 13:8 Ma Elima, il mago (questo è il significato del suo nome), faceva loro opposizione cercando di distogliere il proconsole dalla fede.

- 13:9 Allora Saulo, detto anche Paolo, pieno di Spirito Santo, guardandolo fisso, gli disse:

- 13:10 «O uomo pieno d'ogni frode e d'ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, non cesserai mai di pervertire le rette vie del Signore?

- 13:11 Ecco, ora la mano del Signore è su di te, e sarai cieco per un certo tempo, senza vedere il sole». In quell'istante, oscurità e tenebre piombarono su di lui; e andando qua e là cercava chi lo conducesse per la mano.

- 13:12 Allora il proconsole, visto quello che era accaduto, credette, colpito dalla dottrina del Signore.

- 13:13 Paolo e i suoi compagni, imbarcatisi a Pafo, arrivarono a Perga di Panfilia; ma Giovanni, separatosi da loro, ritornò a Gerusalemme.

 

Predicazione di Paolo ad Antiochia di Pisidia

At 7:1-50; 10:36-43; 2:22-36

- 13:14 Essi, passando oltre Perga, giunsero ad Antiochia di Pisidia; ed entrati di sabato nella sinagoga, si sedettero.

- 13:15 Dopo la lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dir loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione da rivolgere al popolo, ditela».

- 13:16 Allora Paolo si alzò e, fatto cenno con la mano, disse:

«Israeliti, e voi che temete Dio, ascoltate.

- 13:17 Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri, fece grande il popolo durante la sua dimora nel paese di Egitto, e con braccio potente lo trasse fuori.

- 13:18 E per circa quarant'anni sopportò la loro condotta nel deserto.

- 13:19 Poi, dopo aver distrutto sette nazioni nel paese di Canaan, distribuì loro come eredità il paese di quelle.

- 13:20 Dopo queste cose, per circa quattrocentocinquant'anni, diede loro dei giudici fino al profeta Samuele.

- 13:21 In seguito chiesero un re; e Dio diede loro Saul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per un periodo di quarant'anni.

- 13:22 Poi lo rimosse, e suscitò loro come re Davide, al quale rese questa testimonianza:

"Io ho trovato Davide,

figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore, che eseguirà ogni mio volere".

- 13:23 Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio ha suscitato a Israele un salvatore nella persona di Gesù.

- 13:24 Giovanni, prima della venuta di lui, aveva predicato il battesimo del ravvedimento a tutto il popolo d'Israele.

- 13:25 E quando Giovanni stava per concludere la sua missione disse: "Che cosa pensate voi che io sia? Io non sono il Messia; ma ecco, dopo di me viene uno, al quale io non son degno di slacciare i calzari".

- 13:26 Fratelli miei, figli della discendenza d'Abraamo, e tutti voi che avete timor di Dio, a noi è stata mandata la Parola di questa salvezza.

- 13:27 Infatti gli abitanti di Gerusalemme e i loro capi non hanno riconosciuto questo Gesù e, condannandolo, adempirono le dichiarazioni dei profeti che si leggono ogni sabato.

- 13:28 Benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse ucciso.

- 13:29 Dopo aver compiuto tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo deposero in un sepolcro.

- 13:30 Ma Dio lo risuscitò dai morti;

- 13:31 e per molti giorni egli apparve a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, i quali ora sono suoi testimoni davanti al popolo.

- 13:32 E noi vi portiamo il lieto messaggio che la promessa fatta ai padri,

- 13:33 Dio l'ha adempiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche è scritto nel salmo secondo:

"Tu sei mio Figlio,

oggi io t'ho generato".

- 13:34 Siccome lo ha risuscitato dai morti, in modo che non abbia più a tornare alla decomposizione, Dio ha detto così:

"Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide".

- 13:35 Difatti egli dice altrove:

"Tu non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione".

- 13:36 Or Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato unito ai suoi padri, e il suo corpo si è decomposto;

- 13:37 ma colui che Dio ha risuscitato, non ha subìto decomposizione.

- 13:38 Vi sia dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui vi è annunziato il perdono dei peccati;

- 13:39 e, per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto essere giustificati mediante la legge di Mosè.

- 13:40 Guardate dunque che non vi accada ciò che è detto nei profeti:

- 13:41 "Guardate, o disprezzatori,

stupite e nascondetevi,

perché io compio un'opera ai giorni vostri,

un'opera che voi non credereste, se qualcuno ve la raccontasse"».

 

(Is 49:5-6; Ro 15:8-13) 1Te 2:14-16

- 13:42 Mentre uscivano, furono pregati di parlare di quelle medesime cose il sabato seguente.

- 13:43 Dopo che la riunione si fu sciolta, molti Giudei e proseliti pii seguirono Paolo e Barnaba; i quali, parlando loro, li convincevano a perseverare nella grazia di Dio.

- 13:44 Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per udire la Parola di Dio.

- 13:45 Ma i Giudei, vedendo la folla, furono pieni di invidia e, bestemmiando, contraddicevano le cose dette da Paolo.

- 13:46 Ma Paolo e Barnaba dissero con franchezza: «Era necessario che a voi per primi si annunziasse la Parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi ritenete degni della vita eterna, ecco, ci rivolgiamo agli stranieri.

- 13:47 Così infatti ci ha ordinato il Signore, dicendo:

"Io ti ho posto come luce dei popoli,

perché tu porti la salvezza fino all'estremità della terra".

- 13:48 Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero.

- 13:49 E la Parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.

- 13:50 Ma i Giudei istigarono le donne pie e ragguardevoli e i notabili della città, scatenando una persecuzione contro Paolo e Barnaba, che furono cacciati fuori dal loro territorio.

- 13:51 Allora essi, scossa la polvere dei piedi contro di loro, andarono a Iconio,

- 13:52 mentre i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

 

Paolo e Barnaba a Iconio

At 17:1-15; Mt 10:23; 2Ti 3:11

- 14:1 Anche a Iconio Paolo e Barnaba entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in modo tale che una gran folla di Giudei e di Greci credette.

- 14:2 Ma i Giudei che avevano rifiutato di credere aizzarono e inasprirono gli animi dei pagani contro i fratelli.

- 14:3 Tuttavia rimasero là per molto tempo, predicando con franchezza e confidando nel Signore che rendeva testimonianza alla Parola della sua grazia e concedeva che per mano loro avvenissero segni e prodigi.

- 14:4 Ma la popolazione della città era divisa: gli uni tenevano per i Giudei, e gli altri per gli apostoli.

- 14:5 Ma quando ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei, d'accordo con i loro capi, di oltraggiare gli apostoli e lapidarli,

- 14:6 questi lo seppero e fuggirono nelle città di Licaonia, Listra e Derba e nei dintorni;

- 14:7 e là continuarono a evangelizzare.

 

 

Il vangelo predicato a Listra

At 3:1-12; 17:22-31; Gr 10:3-16

- 14:8 A Listra c'era un uomo che, paralizzato ai piedi, se ne stava sempre seduto e, siccome era zoppo fin dalla nascita, non aveva mai potuto camminare.

- 14:9 Egli udì parlare Paolo; il quale, fissati gli occhi su di lui, e vedendo che aveva fede per essere guarito,

- 14:10 disse ad alta voce: «Àlzati in piedi». Ed egli saltò su, e si mise a camminare.

- 14:11 La folla, veduto ciò che Paolo aveva fatto, alzò la voce, dicendo in lingua licaonica: «Gli dèi hanno preso forma umana, e sono scesi fino a noi».

- 14:12 E chiamavano Barnaba Giove, e Paolo Mercurio, perché era lui che teneva il discorso.

- 14:13 Il sacerdote di Giove, il cui tempio era all'entrata della città, condusse davanti alle porte tori e ghirlande, e voleva offrire un sacrificio con la folla.

- 14:14 Ma gli apostoli Paolo e Barnaba, udito ciò, si strapparono le vesti, e balzarono in mezzo alla folla, gridando:

- 14:15 «Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani come voi; e vi predichiamo che da queste vanità vi convertiate al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi.

- 14:16 Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che ogni popolo seguisse la propria via,

- 14:17 senza però lasciare sé stesso privo di testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo pioggia e stagioni fruttifere, dandovi cibo in abbondanza, e letizia nei vostri cuori».

- 14:18 E con queste parole riuscirono a stento a impedire che la folla offrisse loro un sacrificio.

 

 

Lapidazione di Paolo a Listra

2Ti 3:11-12; 2Co 6:4-9

- 14:19 Allora giunsero da Antiochia e da Iconio alcuni Giudei, i quali sobillarono la folla; essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto.

- 14:20 Ma mentre i discepoli venivano attorno a lui, egli si rialzò ed entrò nella città.

 

Evangelizzazione a Derba e ritorno ad Antiochia

(At 13:1-3; 15:3-4, 12)

Il giorno seguente partì con Barnaba per Derba.

- 14:21 E, dopo aver evangelizzato quella città e fatto molti discepoli, se ne tornarono a Listra, a Iconio e ad Antiochia,

- 14:22 fortificando gli animi dei discepoli ed esortandoli a perseverare nella fede, dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.

- 14:23 Dopo aver designato per loro degli anziani in ciascuna chiesa, e aver pregato e digiunato, li raccomandarono al Signore, nel quale avevano creduto.

- 14:24 Quindi, attraversata la Pisidia, giunsero in Panfilia.

- 14:25 Dopo aver annunziato la Parola a Perga, scesero ad Attalia;

- 14:26 e di là salparono verso Antiochia, da dove erano stati raccomandati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuta.

- 14:27 Giunti là e riunita la chiesa, riferirono tutte le cose che Dio aveva compiute per mezzo di loro, e come aveva aperto la porta della fede agli stranieri.

- 14:28 E rimasero con i discepoli parecchio tempo.

 

La conferenza di Gerusalemme

Ga 2:1-9; At 14:27

- 15:1 Alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli, dicendo: «Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete essere salvati».

- 15:2 E siccome Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano vivacemente con loro, fu deciso che Paolo, Barnaba e alcuni altri fratelli salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per trattare la questione.

- 15:3 Essi dunque, accompagnati per un tratto dalla chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione degli stranieri e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.

- 15:4 Poi, giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono le grandi cose che Dio aveva fatte per mezzo di loro.

- 15:5 Ma alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, si alzarono dicendo: «Bisogna circonciderli, e comandar loro di osservare la legge di Mosè».

- 15:6 Allora gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare la questione.

- 15:7 Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si alzò in piedi e disse:

«Fratelli, voi sapete che dall'inizio Dio scelse tra voi me, affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero.

- 15:8 E Dio, che conosce i cuori, rese testimonianza in loro favore, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi;

- 15:9 e non fece alcuna discriminazione fra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede.

- 15:10 Or dunque perché tentate Dio mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i padri nostri né noi siamo stati in grado di portare?

- 15:11 Ma noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro».

- 15:12 Tutta l'assemblea tacque e stava ad ascoltare Barnaba e Paolo, che raccontavano quali segni e prodigi Dio aveva fatti per mezzo di loro tra i pagani.

 

Ro 15:8-12 (Cl 2:11-17; Ga 5:1-6) Is 8:20; At 21:25

- 15:13 Quando ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse:

- 15:14 «Fratelli, ascoltatemi: Simone ha riferito come Dio all'inizio ha voluto scegliersi tra gli stranieri un popolo consacrato al suo nome.

- 15:15 E con ciò si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:

 

- 15:16 "Dopo queste cose ritornerò e ricostruirò la tenda di Davide, che è caduta;

e restaurerò le sue rovine, e la rimetterò in piedi,

- 15:17 affinché il rimanente degli uomini e tutte le nazioni, su cui è invocato il mio nome,

cerchino il Signore,

dice il Signore che fa queste cose,

- 15:18 a lui note fin dall'eternità".

- 15:19 Perciò io ritengo che non si debba turbare gli stranieri che si convertono a Dio;

- 15:20 ma che si scriva loro di astenersi dalle cose contaminate nei sacrifici agli idoli, dalla fornicazione, dagli animali soffocati, e dal sangue.

- 15:21 Perché Mosè fin dalle antiche generazioni ha in ogni città chi lo predica nelle sinagoghe dove viene letto ogni sabato».

- 15:22 Allora parve bene agli apostoli e agli anziani con tutta la chiesa, di scegliere tra di loro alcuni uomini da mandare ad Antiochia con Paolo e Barnaba: Giuda, detto Barsabba, e Sila, uomini autorevoli tra i fratelli.

- 15:23 E consegnarono loro questa lettera:

«I fratelli apostoli e anziani, ai fratelli di Antiochia, di Siria e di Cilicia che provengono dal paganesimo, salute.

- 15:24 Abbiamo saputo che alcuni fra noi, partiti senza nessun mandato da parte nostra, vi hanno turbato con i loro discorsi, sconvolgendo le anime vostre.

- 15:25 È parso bene a noi, riuniti di comune accordo, di scegliere degli uomini e di mandarveli insieme ai nostri cari Barnaba e Paolo,

- 15:26 i quali hanno messo a repentaglio la propria vita per il nome del Signore nostro Gesù Cristo.

- 15:27 Vi abbiamo dunque inviato Giuda e Sila; anch'essi vi riferiranno a voce le medesime cose.

- 15:28 Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi altro peso all'infuori di queste cose, che sono necessarie:

- 15:29 di astenervi dalle carni sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla fornicazione; da queste cose farete bene a guardarvi.

State sani».

 

Giuda e Sila inviati ad Antiochia

Ef 2:17-19; Ga 2:11-21; 1P 4:10-11

- 15:30 Essi dunque presero commiato e scesero ad Antiochia, dove, radunata la moltitudine dei credenti, consegnarono la lettera.

- 15:31 Quando i fratelli l'ebbero letta, si rallegrarono della consolazione che essa portava loro.

- 15:32 Giuda e Sila, anch'essi profeti, con molte parole li esortarono e li fortificarono.

- 15:33 Dopo essersi trattenuti là diverso tempo, i fratelli li lasciarono ritornare in pace a coloro che li avevano inviati.

- 15:34 [Ma parve bene a Sila di rimanere qui.]

- 15:35 Paolo e Barnaba rimasero ad Antiochia, insegnando e portando, insieme a molti altri, il lieto messaggio della Parola del Signore.

 

Secondo viaggio missionario

Partenza di Paolo e Sila; Barnaba e Marco si recano a Cipro

2Co 11:28; Ro 15:29; Gm 3:18; Eb 13:18

- 15:36 Dopo diversi giorni, Paolo disse a Barnaba: «Ritorniamo ora a visitare i fratelli di tutte le città in cui abbiamo annunziato la Parola del Signore, per vedere come stanno».

- 15:37 Barnaba voleva prendere con loro anche Giovanni detto Marco.

- 15:38 Ma Paolo riteneva che non dovessero prendere uno che si era separato da loro già in Panfilia, e non li aveva accompagnati nella loro opera.

- 15:39 Nacque un aspro dissenso, al punto che si separarono; Barnaba prese con sé Marco e s'imbarcò per Cipro;

- 15:40 Paolo, invece, scelse Sila e partì, raccomandato dai fratelli alla grazia del Signore.

- 15:41 E percorse la Siria e la Cilicia, rafforzando le chiese.

 

Timoteo si unisce a Paolo

At 15:40-41 (Ro 16:21; Fl 2:19-22; 1Ti 1:2)

- 16:1 Giunse anche a Derba e a Listra; e là c'era un discepolo, di nome Timoteo, figlio di una donna ebrea credente, ma di padre greco.

- 16:2 Di lui rendevano buona testimonianza i fratelli che erano a Listra e a Iconio.

- 16:3 Paolo volle che egli partisse con lui; perciò lo prese e lo circoncise a causa dei Giudei che erano in quei luoghi; perché tutti sapevano che il padre di lui era greco.

- 16:4 Passando da una città all'altra, trasmisero ai fratelli, perché le osservassero, le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani che erano a Gerusalemme.

- 16:5 Le chiese dunque si fortificavano nella fede e crescevano ogni giorno di numero.

 

Visione di Paolo a Troas

Ga 4:13-15

- 16:6 Poi attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, perché lo Spirito Santo vietò loro di annunziare la parola in Asia;

- 16:7 e, giunti ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro;

- 16:8 e, oltrepassata la Misia, discesero a Troas.

- 16:9 Paolo ebbe durante la notte una visione: un macedone gli stava davanti, e lo pregava dicendo: «Passa in Macedonia e soccorrici».

- 16:10 Appena ebbe avuta quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, convinti che Dio ci aveva chiamati là, ad annunziare loro il vangelo.

 

Paolo a Filippi

Mt 18:20 (Gv 6:44-45; Sl 119:18; Mt 13:23)

- 16:11 Perciò, salpando da Troas, puntammo diritto su Samotracia, e il giorno seguente su Neapolis;

- 16:12 di là ci recammo a Filippi, che è colonia romana e la città più importante di quella regione della Macedonia; e restammo in quella città alcuni giorni.

- 16:13 Il sabato andammo fuori dalla porta, lungo il fiume, dove pensavamo vi fosse un luogo di preghiera; e sedutici parlavamo alle donne là riunite.

- 16:14 Una donna della città di Tiatiri, commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare. Il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo.

- 16:15 Dopo che fu battezzata con la sua famiglia, ci pregò dicendo: «Se avete giudicato ch'io sia fedele al Signore, entrate in casa mia, e alloggiatevi». E ci costrinse ad accettare.

 

Paolo e Sila in prigione

At 19:23-34 (1Te 2:2; 1P 4:12-13)(Fl 1:12)

- 16:16 Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l'indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni.

- 16:17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza».

- 16:18 Così fece per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei». Ed egli uscì in quell'istante.

- 16:19 I suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza davanti alle autorità;

- 16:20 e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città,

- 16:21 e predicano riti che a noi Romani non è lecito accettare né praticare».

- 16:22 La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe.

- 16:23 E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente.

- 16:24 Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi.

 

Conversione del carceriere di Filippi

Gv 3:16; 1Ti 1:15-16

- 16:25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano.

- 16:26 A un tratto, vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante tutte le porte si aprirono, e le catene di tutti si spezzarono.

- 16:27 Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti.

- 16:28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui».

- 16:29 Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila;

- 16:30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?»

- 16:31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia».

- 16:32 Poi annunziarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua.

- 16:33 Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi.

- 16:34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio.

 

Paolo e Sila vengono rilasciati

At 22:25-29 (Fl 1:1-11, 27-30)

- 16:35 Fattosi giorno, i pretori mandarono i littori a dire: «Libera quegli uomini».

- 16:36 Il carceriere riferì a Paolo queste parole, dicendo: «I pretori hanno mandato a dire che siate rimessi in libertà; or dunque uscite, e andate in pace».

- 16:37 Ma Paolo disse loro: «Dopo averci battuti in pubblico senza che fossimo stati condannati, noi che siamo cittadini romani, ci hanno gettati in prigione; e ora vogliono rilasciarci di nascosto? No davvero! Anzi, vengano loro stessi a condurci fuori».

- 16:38 I littori riferirono queste parole ai pretori; e questi ebbero paura quando seppero che erano Romani;

- 16:39 essi vennero e li pregarono di scusarli; e, accompagnandoli fuori, chiesero loro di andarsene dalla città.

- 16:40 Allora Paolo e Sila, usciti dalla prigione, entrarono in casa di Lidia; e visti i fratelli, li confortarono, e partirono.

 

Paolo e Sila a Tessalonica

1Te 1; 2:1-16; Fl 4:16; Gv 15:19-21, 25; 16:2-3

- 17:1 Dopo essere passati per Amfipoli e per Apollonia, giunsero a Tessalonica, dove c'era una sinagoga dei Giudei;

- 17:2 e Paolo, com'era sua consuetudine, entrò da loro, e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle Scritture,

- 17:3 spiegando e dimostrando che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti. «E il Cristo», egli diceva, «è quel Gesù che io vi annunzio».

- 17:4 Alcuni di loro furono convinti, e si unirono a Paolo e Sila; e così una gran folla di Greci pii, e non poche donne delle famiglie più importanti.

- 17:5 Ma i Giudei, mossi da invidia, presero con loro alcuni uomini malvagi tra la gente di piazza; e, raccolta quella plebaglia, misero in subbuglio la città; e, assalita la casa di Giasone, cercavano di trascinare Paolo e Sila davanti al popolo.

- 17:6 Ma non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni fratelli davanti ai magistrati della città, gridando: «Costoro, che hanno messo sottosopra il mondo, sono venuti anche qui,

- 17:7 e Giasone li ha ospitati; ed essi tutti agiscono contro i decreti di Cesare, dicendo che c'è un altro re, Gesù».

- 17:8 E misero in agitazione la popolazione e i magistrati della città, che udivano queste cose.

- 17:9 Questi, dopo aver ricevuto una cauzione da Giasone e dagli altri, li lasciarono andare.

 

 

Paolo e Sila a Berea

Is 8:20; 1Te 5:21

- 17:10 Ma i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila per Berea; ed essi, appena giunti, si recarono nella sinagoga dei Giudei.

- 17:11 Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così.

- 17:12 Molti di loro, dunque, credettero, e così pure un gran numero di nobildonne greche e di uomini.

- 17:13 Ma quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che la Parola di Dio era stata annunziata da Paolo anche a Berea, si recarono là, agitando e mettendo sottosopra la folla.

- 17:14 I fratelli, allora, fecero subito partire Paolo, conducendolo fino al mare; ma Sila e Timoteo rimasero ancora là.

- 17:15 Quelli che accompagnavano Paolo, lo condussero fino ad Atene, e, ricevuto l'ordine di dire a Sila e a Timoteo che quanto prima si recassero da lui, se ne tornarono indietro.

 

Paolo ad Atene - Il discorso nell'Areòpago

Sl 69:10 (At 14:14-17; 26:17-20) 1Co 1:18-25

- 17:16 Mentre Paolo li aspettava ad Atene, lo spirito gli s'inacerbiva dentro nel vedere la città piena di idoli.

- 17:17 Frattanto discorreva nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie; e sulla piazza, ogni giorno, con quelli che vi si trovavano.

- 17:18 E anche alcuni filosofi epicurei e stoici conversavano con lui. Alcuni dicevano: «Che cosa dice questo ciarlatano?» E altri: «Egli sembra essere un predicatore di divinità straniere»; perché annunziava Gesù e la risurrezione.

- 17:19 Presolo con sé, lo condussero su nell'Areòpago, dicendo: «Potremmo sapere quale sia questa nuova dottrina che tu proponi?

- 17:20 Poiché tu ci fai sentire cose strane. Noi vorremmo dunque sapere che cosa vogliono dire queste cose».

- 17:21 Or tutti gli Ateniesi e i residenti stranieri non passavano il loro tempo in altro modo che a dire o ad ascoltare novità.

- 17:22 E Paolo, stando in piedi in mezzo all'Areòpago, disse:

«Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi.

- 17:23 Poiché, passando, e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto. Orbene, ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio.

- 17:24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo;

- 17:25 e non è servito dalle mani dell'uomo, come se avesse bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa.

- 17:26 Egli ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione,

- 17:27 affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi.

- 17:28 Difatti, in lui viviamo, ci moviamo, e siamo, come anche alcuni vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua discendenza".

- 17:29 Essendo dunque discendenza di Dio, non dobbiamo credere che la divinità sia simile a oro, ad argento, o a pietra scolpita dall'arte e dall'immaginazione umana.

- 17:30 Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano,

- 17:31 perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti».

- 17:32 Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni se ne beffavano; e altri dicevano: «Su questo ti ascolteremo un'altra volta».

- 17:33 Così Paolo uscì di mezzo a loro.

- 17:34 Ma alcuni si unirono a lui e credettero; tra i quali anche Dionisio l'areopagita, una donna chiamata Damaris, e altri con loro.

 

Paolo a Corinto

1Co 1:1-9; 2:1-5; 4:12; 2Co 11:5-12; 12:12-13

- 18:1 Dopo questi fatti egli lasciò Atene e si recò a Corinto.

- 18:2 Qui trovò un ebreo, di nome Aquila, oriundo del Ponto, giunto di recente dall'Italia insieme con sua moglie Priscilla, perché Claudio aveva ordinato a tutti i Giudei di lasciare Roma. Egli si unì a loro.

- 18:3 Essendo del medesimo mestiere, andò ad abitare e a lavorare con loro. Infatti, di mestiere, erano fabbricanti di tende.

- 18:4 Ma ogni sabato insegnava nella sinagoga e persuadeva Giudei e Greci.

- 18:5 Quando poi Sila e Timoteo giunsero dalla Macedonia, Paolo si dedicò completamente alla Parola, testimoniando ai Giudei che Gesù era il Cristo.

- 18:6 Ma poiché essi facevano opposizione e lo insultavano, egli scosse le sue vesti e disse loro: «Il vostro sangue ricada sul vostro capo; io ne sono netto; da ora in poi andrò dai pagani».

- 18:7 E, uscito di là, entrò in casa di un tale chiamato Tizio Giusto, che temeva Dio, e aveva la casa attigua alla sinagoga.

- 18:8 Ma Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia. Molti Corinzi, udendo, credevano e venivano battezzati.

- 18:9 Una notte il Signore disse in visione a Paolo: «Non temere, ma continua a parlare e non tacere;

- 18:10 perché io sono con te, e nessuno ti metterà le mani addosso per farti del male; perché io ho un popolo numeroso in questa città».

- 18:11 Ed egli rimase là un anno e sei mesi, insegnando tra di loro la Parola di Dio.

 

At 25:15-21; Ro 13:3-4

- 18:12 Poi, quando Gallione era proconsole dell'Acaia, i Giudei, unanimi, insorsero contro Paolo, e lo condussero davanti al tribunale, dicendo:

- 18:13 «Costui persuade la gente ad adorare Dio in modo contrario alla legge».

- 18:14 Paolo stava per parlare, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si trattasse di qualche ingiustizia o di qualche cattiva azione, o Giudei, io vi ascolterei pazientemente, come vuole la ragione.

- 18:15 Ma se si tratta di questioni intorno a parole, a nomi, e alla vostra legge, vedetevela voi; io non voglio esser giudice di queste cose».

- 18:16 E li fece uscire dal tribunale.

- 18:17 Allora tutti afferrarono Sostene, il capo della sinagoga, e lo picchiavano davanti al tribunale. E Gallione non si curava affatto di queste cose.

 

Paolo ritorna ad Antiochia

At 21:23-26; 20:16; 14:26

- 18:18 Quanto a Paolo, dopo essersi trattenuto ancora molti giorni a Corinto, prese commiato dai fratelli, e navigò verso la Siria, con Priscilla e Aquila, dopo essersi fatto radere il capo a Cencrea, perché aveva fatto un voto, s'imbarcò per la Siria, con Priscilla e Aquila.

- 18:19 Quando giunsero a Efeso, Paolo li lasciò là; poi, entrato nella sinagoga, si mise a discorrere con i Giudei.

- 18:20 Essi lo pregarono di rimanere da loro più a lungo, ma egli non acconsentì;

- 18:21 e dopo aver preso commiato e aver detto che, Dio volendo, sarebbe tornato da loro un'altra volta, salpò da Efeso;

- 18:22 giunto a Cesarea, salì a Gerusalemme; e, salutata la chiesa, scese ad Antiochia.

 

Terzo viaggio missionario

At 15:41; 16:4-6; Mt 13:12; 1Co 3:4-8

- 18:23 Dopo essersi fermato qui qualche tempo, partì, percorrendo la regione della Galazia e della Frigia successivamente, fortificando tutti i discepoli.

 

Apollo a Efeso e a Corinto

- 18:24 Ora un ebreo di nome Apollo, oriundo di Alessandria, uomo eloquente e versato nelle Scritture, arrivò a Efeso.

- 18:25 Egli era stato istruito nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, annunziava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni.

- 18:26 Egli cominciò pure a parlare con franchezza nella sinagoga. Ma Priscilla e Aquila, dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con più esattezza la via di Dio.

- 18:27 Poi, siccome voleva andare in Acaia, i fratelli lo incoraggiarono, e scrissero ai discepoli di accoglierlo. Giunto là, egli fu di grande aiuto a quelli che avevano creduto mediante la grazia di Dio,

- 18:28 perché con gran vigore confutava pubblicamente i Giudei, dimostrando con le Scritture che Gesù è il Cristo.

 

Paolo a Efeso

Mt 3:1-12; At 8:14-17

- 19:1 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, dopo aver attraversato le regioni superiori del paese, giunse a Efeso; e vi trovò alcuni discepoli,

- 19:2 ai quali disse: «Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo».

- 19:3 Egli disse loro: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni».

- 19:4 Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù».

- 19:5 Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù;

- 19:6 e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano.

- 19:7 Erano in tutto circa dodici uomini.

 

1Co 16:8-9; At 20:17-21, 31; Eb 2:4

- 19:8 Poi entrò nella sinagoga, e qui parlò con molta franchezza per tre mesi, esponendo con discorsi persuasivi le cose relative al regno di Dio.

- 19:9 Ma siccome alcuni si ostinavano e rifiutavano di credere dicendo male della nuova Via davanti alla folla, egli, ritiratosi da loro, separò i discepoli e insegnava ogni giorno nella scuola di Tiranno.

- 19:10 Questo durò due anni. Così tutti coloro che abitavano nell'Asia, Giudei e Greci, udirono la Parola del Signore.

- 19:11 Dio intanto faceva miracoli straordinari per mezzo di Paolo;

- 19:12 al punto che si mettevano sopra i malati dei fazzoletti e dei grembiuli che erano stati sul suo corpo, e le malattie scomparivano e gli spiriti maligni uscivano.

 

(At 8:9-13, 18-23; 2Ti 3:8-9) 1Co 4:20; Fl 3:7-9

- 19:13 Or alcuni esorcisti itineranti giudei tentarono anch'essi d'invocare il nome del Signore Gesù su quelli che avevano degli spiriti maligni, dicendo: «Io vi scongiuro, per quel Gesù che Paolo annunzia».

- 19:14 Quelli che facevano questo erano sette figli di un certo Sceva, ebreo, capo sacerdote.

- 19:15 Ma lo spirito maligno rispose loro: «Conosco Gesù, e so chi è Paolo; ma voi chi siete?»

- 19:16 E l'uomo che aveva lo spirito maligno si scagliò su due di loro; e li trattò in modo tale che fuggirono da quella casa, nudi e feriti.

- 19:17 Questo fatto fu risaputo da tutti, Giudei e Greci, che abitavano a Efeso; e tutti furono presi da timore, e il nome del Signore Gesù era esaltato.

- 19:18 Molti di quelli che avevano creduto venivano a confessare e a dichiarare le cose che avevano fatte.

- 19:19 Fra quanti avevano esercitato le arti magiche molti portarono i loro libri, e li bruciarono in presenza di tutti; e, calcolatone il prezzo, trovarono che era di cinquantamila dramme d'argento.

- 19:20 Così la Parola di Dio cresceva e si affermava potentemente.

- 19:21 Dopo questi fatti Paolo si mise in animo di andare a Gerusalemme, passando per la Macedonia e per l'Acaia. «Dopo essere stato là», diceva, «bisogna che io veda anche Roma».

- 19:22 Mandati in Macedonia due dei suoi aiutanti, Timoteo ed Erasto, egli si fermò ancora per qualche tempo in Asia.

 

Il tumulto di Efeso

1Co 16:5-9; 15:32; 2Co 1:8-10; Ec 9:17

- 19:23 In quel periodo vi fu un gran tumulto a proposito della nuova Via.

- 19:24 Perché un tale, di nome Demetrio, orefice, che faceva tempietti di Diana in argento, procurava non poco guadagno agli artigiani.

- 19:25 Riuniti questi e gli altri che esercitavano il medesimo mestiere, disse: «Uomini, voi sapete che da questo lavoro proviene la nostra prosperità;

- 19:26 e voi vedete e udite che questo Paolo ha persuaso e sviato molta gente non solo a Efeso, ma in quasi tutta l'Asia, dicendo che quelli costruiti con le mani, non sono dèi.

- 19:27 Non solo vi è pericolo che questo ramo della nostra arte cada in discredito, ma che anche il tempio della grande dea Diana non conti più, e che sia perfino privata della sua maestà colei che tutta l'Asia e il mondo adorano».

- 19:28 Essi, udite queste cose, accesi di sdegno, si misero a gridare: «Grande è la Diana degli Efesini!»

- 19:29 E tutta la città fu piena di confusione; e trascinando con sé a forza Gaio e Aristarco, macedoni, compagni di viaggio di Paolo, si precipitarono tutti d'accordo verso il teatro.

- 19:30 Paolo voleva presentarsi al popolo, ma i discepoli glielo impedirono.

- 19:31 Anche alcuni magistrati dell'Asia, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro.

- 19:32 Intanto, chi gridava una cosa, chi un'altra; infatti l'assemblea era confusa; e i più non sapevano per quale motivo si fossero riuniti.

- 19:33 Dalla folla fecero uscire Alessandro, che i Giudei spingevano avanti. E Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva tenere un discorso di difesa davanti al popolo.

- 19:34 Ma quando si accorsero che era ebreo, tutti, per quasi due ore, si misero a gridare in coro: «Grande è la Diana degli Efesini!»

- 19:35 Allora il segretario, calmata la folla, disse: «Uomini di Efeso, c'è forse qualcuno che non sappia che la città degli Efesini è la custode del tempio della grande Diana e della sua immagine caduta dal cielo?

- 19:36 Queste cose sono incontestabili; perciò dovete calmarvi e non far nulla in modo precipitoso;

- 19:37 voi infatti avete condotto qua questi uomini, i quali non sono né sacrileghi, né bestemmiatori della nostra dea.

- 19:38 Se dunque Demetrio e gli artigiani che sono con lui hanno qualcosa contro qualcuno, ci sono i tribunali e ci sono i proconsoli: si facciano citare gli uni e gli altri.

- 19:39 Se poi volete ottenere qualcos'altro, la questione si risolverà in un'assemblea regolare.

- 19:40 Infatti corriamo il rischio di essere accusati di sedizione per la riunione di oggi, non essendovi ragione alcuna con la quale poter giustificare questo tumulto».

- 19:41 Detto questo, sciolse l'assemblea.

 

Paolo in Macedonia e in Grecia

1Co 16:1-7; 2Co 7:5; Ro 15:25-27

- 20:1 Cessato il tumulto, Paolo fece chiamare i discepoli e, dopo averli esortati, li salutò e partì per la Macedonia.

- 20:2 Attraversate quelle regioni, rivolgendo molte esortazioni ai discepoli, giunse in Grecia.

- 20:3 Qui si trattenne tre mesi.

Poi, dato che i Giudei avevano ordito un complotto contro di lui mentre stava per imbarcarsi per la Siria, decise di ritornare attraverso la Macedonia.

- 20:4 Lo accompagnarono Sòpatro di Berea, figlio di Pirro, Aristarco e Secondo di Tessalonica, Gaio di Derba, Timoteo e, della provincia d'Asia, Tichico e Trofimo.

- 20:5 Questi andarono avanti e ci aspettarono a Troas.

 

Paolo a Troas

(At 9:36-42; 1R 17:17-24; 2R 4:32-37) 2Co 1:3-4

- 20:6 Trascorsi i giorni degli Azzimi, partimmo da Filippi e, dopo cinque giorni, li raggiungemmo a Troas, dove ci trattenemmo sette giorni.

 

- 20:7 Il primo giorno della settimana, mentre eravamo riuniti per spezzare il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, parlava ai discepoli, e prolungò il discorso fino a mezzanotte.

- 20:8 Nella sala di sopra, dov'eravamo riuniti, c'erano molte lampade;

- 20:9 un giovane di nome Eutico, che stava seduto sul davanzale della finestra, fu colto da un sonno profondo, poiché Paolo tirava in lungo il suo dire; egli, sopraffatto dal sonno, precipitò giù dal terzo piano, e venne raccolto morto.

- 20:10 Ma Paolo scese, si gettò su di lui, e, abbracciatolo, disse: «Non vi turbate, perché è ancora in vita».

- 20:11 Poi risalì, spezzò il pane e prese cibo; e dopo aver ragionato lungamente sino all'alba, partì.

- 20:12 Il giovane fu ricondotto vivo, ed essi ne furono oltremodo consolati.

 

Viaggio da Troas a Mileto

At 18:18-21

- 20:13 Quanto a noi, che eravamo partiti con la nave, facemmo vela per Asso, dove avevamo intenzione di prendere a bordo Paolo; perché egli aveva stabilito così, volendo fare quel tragitto a piedi.

- 20:14 Quando ci raggiunse ad Asso, lo prendemmo con noi, e arrivammo a Mitilene.

- 20:15 Di là, navigando, arrivammo il giorno dopo di fronte a Chio; il giorno seguente approdammo a Samo, e il giorno dopo giungemmo a Mileto.

- 20:16 Paolo aveva deciso di oltrepassare Efeso, per non perdere tempo in Asia; egli si affrettava per trovarsi a Gerusalemme, se gli fosse stato possibile, il giorno della Pentecoste.

 

Discorso di Paolo agli anziani di Efeso

(1Te 2:1-12; 1P 5:1-4)(Mt 7:15-20; 2P 2:1-3; Tt 1:9-14)

- 20:17 Da Mileto mandò a Efeso a chiamare gli anziani della chiesa.

- 20:18 Quando giunsero da lui, disse loro:

«Voi sapete in quale maniera, dal primo giorno che giunsi in Asia, mi sono sempre comportato con voi,

- 20:19 servendo il Signore con ogni umiltà, e con lacrime, tra le prove venutemi dalle insidie dei Giudei;

- 20:20 e come non vi ho nascosto nessuna delle cose che vi erano utili, e ve le ho annunziate e insegnate in pubblico e nelle vostre case,

- 20:21 e ho avvertito solennemente Giudei e Greci di ravvedersi davanti a Dio e di credere nel Signore nostro Gesù Cristo.

- 20:22 Ed ecco che ora, legato dallo Spirito, vado a Gerusalemme, senza sapere le cose che là mi accadranno.

- 20:23 So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni.

- 20:24 Ma non faccio nessun conto della mia vita, come se mi fosse preziosa, pur di condurre a termine [con gioia] la mia corsa e il servizio affidatomi dal Signore Gesù, cioè di testimoniare del vangelo della grazia di Dio.

- 20:25 E ora, ecco, io so che voi tutti fra i quali sono passato predicando il regno, non vedrete più la mia faccia.

- 20:26 Perciò io dichiaro quest'oggi di essere puro del sangue di tutti;

- 20:27 perché non mi sono tirato indietro dall'annunziarvi tutto il consiglio di Dio.

- 20:28 Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue.

- 20:29 Io so che dopo la mia partenza si introdurranno fra di voi lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge;

- 20:30 e anche tra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli.

- 20:31 Perciò vegliate, ricordandovi che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime.

- 20:32 E ora, vi affido a Dio e alla Parola della sua grazia, la quale può edificarvi e darvi l'eredità di tutti i santificati.

- 20:33 Non ho desiderato né l'argento, né l'oro, né i vestiti di nessuno.

- 20:34 Voi stessi sapete che queste mani hanno provveduto ai bisogni miei e di coloro che erano con me.

- 20:35 In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando così, e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse egli stesso: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere"».

- 20:36 Quand'ebbe dette queste cose, si pose in ginocchio e pregò con tutti loro.

- 20:37 Tutti scoppiarono in un gran pianto; e si gettarono al collo di Paolo, e lo baciarono,

- 20:38 dolenti soprattutto perché aveva detto loro che non avrebbero più rivisto la sua faccia; e l'accompagnarono alla nave.

 

Paolo giunge a Tiro

Sl 87:4; At 20:36-38

- 21:1 Dopo esserci separati da loro, salpammo, e giungemmo direttamente a Cos, il giorno seguente a Rodi e di là a Patara.

- 21:2 E, trovata una nave diretta in Fenicia, salimmo a bordo e salpammo.

- 21:3 Giunti in vista di Cipro, e lasciatala a sinistra, navigammo verso la Siria, e approdammo a Tiro, perché qui si doveva scaricare la nave.

- 21:4 Trovati i discepoli, soggiornammo là sette giorni. Essi, mossi dallo Spirito, dicevano a Paolo di non metter piede a Gerusalemme;

- 21:5 quando però fummo al termine di quei giorni, partimmo per continuare il viaggio, accompagnati da tutti loro, con le mogli e i figli, sin fuori dalla città; dopo esserci inginocchiati sulla spiaggia, pregammo e ci dicemmo addio;

- 21:6 poi salimmo sulla nave, e quelli se ne tornarono alle loro case.

 

Paolo a Tolemaide e a Cesarea

At 8:5, 40; 2:16-18; 20:22-24

- 21:7 Terminata la navigazione, da Tiro arrivammo a Tolemaide; e, salutati i fratelli, restammo un giorno con loro.

- 21:8 Ripartiti il giorno dopo, giungemmo a Cesarea; ed entrati in casa di Filippo l'evangelista, che era uno dei sette, restammo da lui.

- 21:9 Egli aveva quattro figlie non sposate, le quali profetizzavano.

- 21:10 Eravamo là da molti giorni, quando scese dalla Giudea un profeta, di nome Agabo.

- 21:11 Egli venne da noi e, presa la cintura di Paolo, si legò i piedi e le mani e disse: «Questo dice lo Spirito Santo: "A Gerusalemme i Giudei legheranno così l'uomo a cui questa cintura appartiene, e lo consegneranno nelle mani dei pagani"».

- 21:12 Quando udimmo queste cose, tanto noi che quelli del luogo lo pregavamo di non salire a Gerusalemme.

- 21:13 Paolo allora rispose: «Che fate voi, piangendo e spezzandomi il cuore? Sappiate che io sono pronto non solo a essere legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Gesù».

- 21:14 E, poiché non si lasciava persuadere, ci rassegnammo dicendo: «Sia fatta la volontà del Signore».

- 21:15 Dopo quei giorni, fatti i nostri preparativi, salimmo a Gerusalemme.

- 21:16 Vennero con noi anche alcuni discepoli di Cesarea, che ci condussero in casa di un certo Mnasone di Cipro, discepolo di vecchia data, presso il quale dovevamo alloggiare.

 

A Gerusalemme Paolo si reca da Giacomo

Ro 15:1-2; 1Co 9:19-23

- 21:17 Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente.

- 21:18 Il giorno seguente, Paolo si recò con noi da Giacomo; e vi si trovarono tutti gli anziani.

- 21:19 Dopo averli salutati, Paolo si mise a raccontare dettagliatamente quello che Dio aveva fatto tra i pagani, per mezzo del suo servizio.

- 21:20 Ed essi, dopo averlo ascoltato, glorificavano Dio. Poi, dissero a Paolo: «Fratello, tu vedi quante migliaia di Giudei hanno creduto; e tutti sono zelanti per la legge.

- 21:21 Ora sono stati informati su di te che vai insegnando a tutti i Giudei sparsi tra i pagani ad abbandonare Mosè, e dicendo di non circoncidere più i loro figli e di non conformarsi più ai riti.

- 21:22 E allora? È inevitabile [che molti di loro si radunino, perché] verranno a sapere che tu sei venuto.

- 21:23 Fa' dunque quello che ti diciamo: noi abbiamo quattro uomini che hanno fatto un voto;

- 21:24 prendili con te, purìficati con loro, e paga le spese per loro affinché possano radersi il capo; così tutti conosceranno che non c'è niente di vero nelle informazioni che hanno ricevute sul tuo conto; ma che tu pure osservi la legge.

- 21:25 Quanto ai pagani che hanno creduto, noi abbiamo scritto decretando che si astengano dalle cose sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalla fornicazione».

- 21:26 Allora Paolo, il giorno seguente, prese con sé quegli uomini e, dopo essersi purificato con loro, entrò nel tempio, annunziando di voler compiere i giorni della purificazione, fino alla presentazione dell'offerta per ciascuno di loro.

 

Paolo è arrestato nel tempio

At 20:23; 24:5-19; Ro 15:30-31; 1Te 2:15-16

- 21:27 Quando i sette giorni stavano per compiersi, i Giudei dell'Asia, vedendolo nel tempio, aizzarono tutta la folla, e gli misero le mani addosso, gridando:

- 21:28 «Israeliti, venite in aiuto: questo è l'uomo che va predicando a tutti e dappertutto contro il popolo, contro la legge e contro questo luogo; e oltre a ciò, ha condotto anche dei Greci nel tempio, e ha profanato questo santo luogo».

- 21:29 Infatti, prima avevano veduto Trofimo di Efeso in città con Paolo, e pensavano che egli lo avesse condotto nel tempio.

- 21:30 Tutta la città fu in agitazione e si fece un assembramento di gente; afferrato Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio, e subito le porte furono chiuse.

- 21:31 Mentre cercavano di ucciderlo, fu riferito al tribuno della coorte che tutta Gerusalemme era in subbuglio.

- 21:32 Ed egli, presi immediatamente dei soldati e dei centurioni, si precipitò verso i Giudei, i quali, vedendo il tribuno e i soldati, cessarono di battere Paolo.

- 21:33 Allora il tribuno si avvicinò, prese Paolo, e ordinò che fosse legato con due catene; poi domandò chi fosse e che cosa avesse fatto.

- 21:34 E nella folla gli uni gridavano una cosa, e gli altri un'altra; per cui, non potendo sapere nulla di certo a causa della confusione, ordinò che fosse condotto nella fortezza.

- 21:35 Quando Paolo arrivò alla gradinata dovette, per la violenza della folla, essere portato di peso dai soldati,

- 21:36 perché una marea di gente incalzava, gridando: «A morte!»

 

At 26:1; Mt 10:19-20

- 21:37 Quando Paolo stava per essere introdotto nella fortezza, disse al tribuno: «Mi è permesso dirti qualcosa?» Quegli rispose: «Sai il greco?

- 21:38 Non sei dunque quell'egiziano che tempo fa sobillò e condusse nel deserto quei quattromila briganti?»

- 21:39 Ma Paolo disse: «Io sono un giudeo di Tarso, cittadino di quella non oscura città di Cilicia; e ti prego che tu mi permetta di parlare al popolo».

- 21:40 Il tribuno glielo permise e Paolo, stando in piedi sulla gradinata, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un gran silenzio, parlò loro in ebraico, dicendo:

 

Discorso di Paolo ai Giudei

At 9:1-30; 26:9-21; 1Ti 1:12-17

- 22:1 «Fratelli e padri, ascoltate ciò che ora vi dico a mia difesa».

- 22:2 Quand'ebbero udito che egli parlava loro in lingua ebraica, fecero ancor più silenzio. Poi disse:

- 22:3 «Io sono un giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma allevato in questa città, educato ai piedi di Gamaliele nella rigida osservanza della legge dei padri; sono stato zelante per la causa di Dio, come voi tutti siete oggi;

- 22:4 perseguitai a morte questa Via, legando e mettendo in prigione uomini e donne,

- 22:5 come me ne sono testimoni il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani; avute da loro delle lettere per i fratelli, mi recavo a Damasco per condurre legati a Gerusalemme anche quelli che erano là, perché fossero puniti.

- 22:6 Mentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una gran luce.

- 22:7 Caddi a terra e udii una voce che mi disse: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?"

- 22:8 Io risposi: "Chi sei, Signore?" Ed egli mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti".

- 22:9 Coloro che erano con me videro sì la luce, ma non intesero la voce di colui che mi parlava.

- 22:10 Allora dissi: "Signore, che devo fare?" E il Signore mi disse: "Àlzati, va' a Damasco, e là ti saranno dette tutte le cose che ti è ordinato di fare".

- 22:11 E siccome non ci vedevo più a causa del fulgore di quella luce, fui condotto per mano da quelli che erano con me; e, così, giunsi a Damasco.

- 22:12 Un certo Anania, uomo pio secondo la legge, al quale tutti i Giudei che abitavano rendevano buona testimonianza,

- 22:13 venne da me, e, accostatosi, mi disse: "Fratello Saulo, ricupera la vista". E in quell'istante riebbi la vista e lo guardai.

- 22:14 Egli soggiunse: "Il Dio dei nostri padri ti ha destinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua bocca.

- 22:15 Perché tu gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai viste e udite.

- 22:16 E ora, perché indugi? Àlzati, sii battezzato e lavato dei tuoi peccati, invocando il suo nome".

- 22:17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio fui rapito in estasi,

- 22:18 e vidi Gesù che mi diceva: "Affrèttati, esci presto da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua testimonianza su di me".

- 22:19 E io dissi: "Signore, essi sanno che io incarceravo e flagellavo nelle sinagoghe quelli che credevano in te;

- 22:20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo, e custodivo i vestiti di coloro che lo uccidevano".

- 22:21 Ma egli mi disse: "Va' perché io ti manderò lontano, tra i popoli"».

 

At 16:22-23, 35-39; 25:16

- 22:22 Lo ascoltarono fino a questa parola; poi alzarono la voce, dicendo: «Togli via dal mondo un uomo simile; perché non è degno di vivere».

- 22:23 Com'essi gridavano e gettavano via i loro vestiti e lanciavano polvere in aria,

- 22:24 il tribuno comandò che Paolo fosse condotto nella fortezza e che venisse interrogato mediante tortura, allo scopo di sapere per quale motivo gridassero così contro di lui.

- 22:25 Quando lo ebbero disteso e legato con le cinghie, Paolo disse al centurione che era presente: «Vi è lecito flagellare un cittadino romano, che non è stato ancora condannato?»

- 22:26 Il centurione, udito questo, andò a riferirlo al tribuno, dicendo: «Che stai per fare? Quest'uomo è romano!»

- 22:27 Il tribuno andò da Paolo, e gli chiese: «Dimmi, sei romano?» Ed egli rispose: «Sì».

- 22:28 Il tribuno replicò: «Io ho acquistato questa cittadinanza per una grande somma di denaro». E Paolo disse: «Io, invece, l'ho di nascita».

- 22:29 Allora quelli che stavano per sottoporlo a interrogatorio, si ritirarono subito da lui; e anche il tribuno, sapendo che egli era romano, ebbe paura perché l'aveva fatto legare.

 

Paolo davanti al sinedrio

At 23:28 (Mt 23:27-28; 10:16)(Sl 37:32-33; Gs 1:9)

- 22:30 Il giorno seguente, volendo sapere con certezza di che cosa egli fosse accusato dai Giudei, gli tolse le catene e ordinò ai capi dei sacerdoti e a tutto il sinedrio di radunarsi; e, condotto giù Paolo, lo fece comparire davanti a loro.

- 23:1 Paolo, fissato lo sguardo sul sinedrio, disse: «Fratelli, fino ad oggi mi sono condotto davanti a Dio in tutta buona coscienza».

- 23:2 Il sommo sacerdote Anania comandò a quelli che erano vicini a lui, di percuoterlo sulla bocca.

- 23:3 Allora Paolo gli disse: «Dio percoterà te, parete imbiancata; tu siedi per giudicarmi secondo la legge e violando la legge comandi che io sia percosso?»

- 23:4 Coloro che erano là presenti dissero: «Tu insulti il sommo sacerdote di Dio?»

- 23:5 Paolo disse: «Fratelli, non sapevo che fosse sommo sacerdote; perché sta scritto: "Non dirai male del capo del tuo popolo"».

- 23:6 Or Paolo, sapendo che una parte dell'assemblea era composta di sadducei e l'altra di farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son fariseo, figlio di farisei; ed è a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio.

- 23:7 Appena ebbe detto questo, nacque contesa tra i farisei e i sadducei, e l'assemblea si trovò divisa.

- 23:8 Perché i sadducei dicono che non vi è risurrezione, né angelo, né spirito; mentre i farisei affermano l'una e l'altra cosa.

- 23:9 Ne nacque un grande clamore; e alcuni scribi del partito dei farisei, alzatisi, protestarono, dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest'uomo; e se gli avesse parlato uno spirito o un angelo?»

- 23:10 Poiché il contrasto andava crescendo, il tribuno, temendo che Paolo fosse fatto a pezzi da quella gente, comandò ai soldati di scendere e di portarlo via di mezzo a loro, e di condurlo nella fortezza.

- 23:11 La notte seguente, il Signore si presentò a Paolo e gli disse: «Fatti coraggio; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma».

 

Congiura contro Paolo

At 9:23-25; Sl 3; 59:4; 2Co 11:23, 26

- 23:12 Quando fu giorno, i Giudei ordirono una congiura, e con imprecazioni contro sé stessi fecero voto di non mangiare né bere finché non avessero ucciso Paolo.

- 23:13 Or quelli che avevano fatto questa congiura erano più di quaranta.

- 23:14 Si presentarono ai capi dei sacerdoti e agli anziani, e dissero: «Abbiamo fatto voto, scagliando l'anatema contro noi stessi, di non mangiar nulla finché non abbiamo ucciso Paolo.

- 23:15 Perciò voi con il sinedrio presentatevi al tribuno per chiedergli di condurlo giù da voi, come se voleste conoscere più esattamente il suo caso; e noi, prima ch'egli arrivi, siamo pronti a ucciderlo».

- 23:16 Ma il figlio della sorella di Paolo, venuto a sapere dell'agguato, corse alla fortezza, ed entrato riferì tutto a Paolo.

- 23:17 Paolo, chiamato a sé uno dei centurioni, disse: «Conduci questo giovane dal tribuno, perché ha qualcosa da riferirgli».

- 23:18 Egli lo prese e lo condusse dal tribuno, e disse: «Paolo, il prigioniero, mi ha chiamato e mi ha pregato di condurti questo giovane, che ha qualcosa da dirti».

- 23:19 Il tribuno lo prese per mano e, appartatosi con lui, gli domandò: «Che cosa hai da riferirmi?»

- 23:20 Ed egli rispose: «I Giudei si sono messi d'accordo per pregarti che domani tu riconduca giù Paolo nel sinedrio, come se volessero informarsi meglio del suo caso;

- 23:21 ma tu non dar retta a loro, perché più di quaranta uomini di loro gli tendono un agguato e con imprecazioni contro sé stessi hanno fatto voto di non mangiare né bere, finché non lo abbiano ucciso; e ora sono già pronti, aspettando il tuo consenso».

- 23:22 Il tribuno dunque congedò il giovane, dopo avergli raccomandato di non parlare con nessuno di quanto gli aveva svelato.

 

Paolo viene trasferito di notte a Cesarea

- 23:23 Poi, chiamati due centurioni, disse loro: «Tenete pronti fin dalla terza ora della notte duecento soldati, settanta cavalieri e duecento lancieri, per andare fino a Cesarea;

- 23:24 e abbiate pronte delle cavalcature per farvi montare su Paolo, perché sia condotto sano e salvo dal governatore Felice».

- 23:25 Scrisse anche una lettera del seguente tenore:

- 23:26 «Claudio Lisia, all'eccellentissimo governatore Felice, salute.

- 23:27 Quest'uomo era stato preso dai Giudei, e stava per essere ucciso da loro, quando sono intervenuto con i soldati e l'ho liberato dalle loro mani, avendo saputo che era cittadino romano.

- 23:28 Volendo sapere di che cosa lo accusavano, lo condussi nel loro sinedrio.

- 23:29 Ho trovato che era accusato per questioni relative alla loro legge, ma che non era incolpato di nulla che fosse meritevole di morte o di prigione.

- 23:30 Però mi è stato riferito che si tendeva un agguato contro quest'uomo; perciò l'ho sùbito inviato da te, ordinando anche ai suoi accusatori di dire davanti a te quello che hanno contro di lui».

- 23:31 I soldati dunque, com'era stato loro ordinato, presero Paolo e lo condussero di notte ad Antipatrìda.

- 23:32 Il giorno seguente lasciarono partire i cavalieri con lui e ritornarono alla fortezza.

- 23:33 Quelli, giunti a Cesarea e consegnata la lettera al governatore, gli presentarono anche Paolo.

- 23:34 Egli lesse la lettera e domandò a Paolo di quale provincia fosse e, saputo che era di Cilicia,

- 23:35 gli disse: «Ti ascolterò meglio quando saranno giunti anche i tuoi accusatori». E ordinò che fosse custodito nel palazzo di Erode.

 

Paolo accusato davanti al governatore Felice

At 6:11-13; 21:27-36; Mt 5:11-12

- 24:1 Cinque giorni dopo, il sommo sacerdote Anania discese con alcuni anziani e con un avvocato di nome Tertullo, e si presentarono al governatore per accusare Paolo.

- 24:2 Egli fu chiamato e Tertullo cominciò ad accusarlo, dicendo:

- 24:3 «Siccome per merito tuo, eccellentissimo Felice, godiamo molta pace, e per la tua previdenza sono state fatte delle riforme in favore di questa nazione, noi in tutto e per tutto lo riconosciamo con viva gratitudine.

- 24:4 Ora, per non trattenerti troppo a lungo, ti prego di ascoltare brevemente, secondo la tua benevolenza.

- 24:5 Abbiamo dunque trovato che quest'uomo è una peste, che fomenta rivolte fra tutti i Giudei del mondo, ed è capo della setta dei Nazareni.

- 24:6 Egli ha perfino tentato di profanare il tempio; perciò lo abbiamo preso; [e volevamo giudicarlo secondo la nostra legge;

- 24:7 ma il tribuno Lisia è intervenuto, e lo ha tolto con violenza dalle nostre mani,

- 24:8 ordinando che i suoi accusatori si presentassero davanti a te;] interrogandolo, potrai tu stesso aver piena conoscenza di tutte le cose di cui noi lo accusiamo».

- 24:9 I Giudei si unirono anch'essi nelle accuse, affermando che le cose stavano così.

 

Lu 21:12-15; 1P 3:15-16

- 24:10 Allora Paolo, dopo che il governatore gli ebbe fatto cenno di parlare, rispose: «Sapendo che già da molti anni tu sei giudice di questa nazione, parlo con più coraggio a mia difesa.

- 24:11 Perché tu puoi accertarti che non sono più di dodici giorni da quando salii a Gerusalemme per adorare;

- 24:12 ed essi non mi hanno trovato nel tempio a discutere con nessuno, né a fare assembramenti di popolo, né nelle sinagoghe, né in città;

- 24:13 e non possono provarti le cose delle quali ora mi accusano.

- 24:14 Ma ti confesso questo, che adoro il Dio dei miei padri, secondo la Via che essi chiamano setta, credendo in tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti;

- 24:15 avendo in Dio la speranza, condivisa anche da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti.

- 24:16 Per questo anch'io mi esercito ad avere sempre una coscienza pura davanti a Dio e davanti agli uomini.

- 24:17 Dopo molti anni, sono venuto a portare elemosine alla mia nazione e a presentare delle offerte.

- 24:18 Mentre io stavo facendo questo, mi hanno trovato purificato nel tempio, senza assembramento e senza tumulto;

- 24:19 e vi erano alcuni Giudei dell'Asia; questi avrebbero dovuto comparire davanti a te ed accusarmi, se avevano qualcosa contro di me.

- 24:20 Oppure dicano costoro quale misfatto hanno trovato in me, quando mi presentai davanti al sinedrio;

- 24:21 a meno che si tratti di questa sola parola che gridai, quando comparvi davanti a loro: "È a motivo della risurrezione dei morti, che io sono oggi giudicato da voi"».

- 24:22 Allora Felice, che era assai bene informato su questa Via, li rinviò, dicendo: «Quando sarà giunto il tribuno Lisia, esaminerò il caso vostro».

- 24:23 E ordinò al centurione che Paolo fosse custodito, permettendogli però una certa libertà, e senza vietare ad alcuno dei suoi di rendergli dei servizi.

Felice rinvia il caso di Paolo

At 17:30-32; Is 55:6-7; Sl 95:8

- 24:24 Dopo alcuni giorni Felice, venuto con sua moglie Drusilla, che era ebrea, mandò a chiamare Paolo, e lo ascoltò circa la fede in Cristo Gesù.

- 24:25 Siccome Paolo parlava di giustizia, di temperanza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e replicò: «Per ora va'; e quando ne avrò l'opportunità, ti manderò a chiamare».

- 24:26 Egli sperava, allo stesso tempo, che Paolo gli avrebbe dato del denaro: per questo lo mandava spesso a chiamare e conversava con lui.

- 24:27 Trascorsi due anni, Felice ebbe per successore Porcio Festo; e Felice, volendo guadagnare il favore dei Giudei, lasciò Paolo in prigione.

 

Paolo davanti a Festo, il nuovo governatore

At 23:12-15, 30; 25:14-21; Sl 82:2, 5; 27:12

- 25:1 Festo, dunque, giunse nella sua provincia, e tre giorni dopo salì da Cesarea a Gerusalemme.

- 25:2 I capi dei sacerdoti e i notabili dei Giudei gli presentarono le loro accuse contro Paolo;

- 25:3 e con intenzioni ostili, lo pregavano, chiedendo come un favore, che lo facesse venire a Gerusalemme. Essi intanto avrebbero preparato un'imboscata per ucciderlo durante il viaggio.

- 25:4 Ma Festo rispose che Paolo era custodito a Cesarea, e che egli stesso doveva partir presto.

- 25:5 «Quelli dunque che hanno autorità tra di voi», disse egli, «scendano con me e se vi è in quest'uomo qualche colpa, lo accusino».

- 25:6 Rimasto tra di loro non più di otto o dieci giorni, Festo discese a Cesarea; e il giorno dopo, sedendo in tribunale, ordinò che Paolo gli fosse condotto davanti.

- 25:7 Quand'egli giunse, i Giudei che erano scesi da Gerusalemme lo circondarono, portando contro di lui numerose e gravi accuse, che non potevano provare;

- 25:8 mentre Paolo diceva a sua difesa: «Io non ho peccato né contro la legge dei Giudei, né contro il tempio, né contro Cesare».

- 25:9 Ma Festo, volendo far cosa gradita ai Giudei, disse a Paolo: «Vuoi salire a Gerusalemme ed essere giudicato in mia presenza intorno a queste cose?»

- 25:10 Ma Paolo rispose: «Io sto qui davanti al tribunale di Cesare, dove debbo essere giudicato; non ho fatto nessun torto ai Giudei, come anche tu sai molto bene.

- 25:11 Se dunque sono colpevole e ho commesso qualcosa da meritare la morte, non rifiuto di morire; ma se nelle cose delle quali costoro mi accusano non c'è nulla di vero, nessuno mi può consegnare nelle loro mani. Io mi appello a Cesare».

- 25:12 Allora Festo, dopo aver conferito con il Consiglio, rispose: «Tu ti sei appellato a Cesare; a Cesare andrai».

 

Festo espone il caso di Paolo al re Agrippa

v. 1-12; 9:15

- 25:13 Dopo diversi giorni il re Agrippa e Berenice arrivarono a Cesarea, per salutare Festo.

- 25:14 E poiché si trattennero là per molti giorni, Festo raccontò al re il caso di Paolo, dicendo: «Vi è un uomo che è stato lasciato in carcere da Felice,

- 25:15 contro il quale, quando mi recai a Gerusalemme, i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei sporsero denuncia, chiedendomi di condannarlo.

- 25:16 Risposi loro che non è abitudine dei Romani consegnare un accusato, prima che abbia avuto gli accusatori di fronte e gli sia stato dato modo di difendersi dall'accusa.

- 25:17 Quando dunque furono venuti qua, senza indugio, il giorno seguente, sedetti in tribunale e ordinai che quell'uomo mi fosse condotto davanti.

- 25:18 I suoi accusatori si presentarono, ma non gli imputavano nessuna delle cattive azioni che io supponevo.

- 25:19 Essi avevano contro di lui certe questioni intorno alla propria religione e intorno a un certo Gesù, morto, che Paolo affermava essere vivo.

- 25:20 E io, non conoscendo la procedura per questi casi, gli chiesi se voleva andare a Gerusalemme, e là essere giudicato intorno a queste cose.

- 25:21 Ma siccome Paolo aveva interposto appello per essere rimesso al giudizio dell'imperatore, ordinai che fosse custodito, finché non l'avrei inviato a Cesare».

- 25:22 Agrippa disse a Festo: «Vorrei anch'io ascoltare quest'uomo». Ed egli rispose: «Domani lo ascolterai».

- 25:23 Il giorno seguente, dunque, Agrippa e Berenice giunsero con gran pompa, ed entrarono nella sala d'udienza con i tribuni e con i notabili della città; e, per ordine di Festo, fu condotto Paolo.

- 25:24 Allora Festo disse: «Re Agrippa, e voi tutti che siete qui presenti con noi, voi vedete quest'uomo, a proposito del quale una folla di Giudei si è rivolta a me, in Gerusalemme e qui, gridando che non deve più restare in vita.

- 25:25 Io però non ho trovato che avesse fatto qualcosa meritevole di morte, e poiché egli stesso si è appellato all'imperatore, ho deciso di mandarglielo.

- 25:26 Siccome non ho nulla di certo da scrivere all'imperatore, l'ho condotto qui davanti a voi, e principalmente davanti a te, o re Agrippa, affinché, dopo questo esame, io abbia qualcosa da scrivere.

- 25:27 Perché non mi sembra ragionevole mandare un prigioniero, senza render note le accuse che vengono mosse contro di lui».

 

Difesa di Paolo davanti al re Agrippa

Mt 10:18-20 (At 9:1-30; 22:1-21)

- 26:1 Agrippa disse a Paolo: «Ti è concesso di parlare a tua difesa».

Allora Paolo, stesa la mano, disse a sua difesa:

- 26:2 «Re Agrippa, io mi ritengo felice di potermi oggi discolpare davanti a te di tutte le cose delle quali sono accusato dai Giudei,

- 26:3 soprattutto perché tu hai conoscenza di tutti i riti e di tutte le questioni che ci sono tra i Giudei; perciò ti prego di ascoltarmi pazientemente.

- 26:4 Quale sia stata la mia vita fin dalla mia gioventù, che ho trascorsa a Gerusalemme in mezzo al mio popolo, è noto a tutti i Giudei,

- 26:5 perché mi hanno conosciuto fin da allora, e sanno, se pure vogliono renderne testimonianza, che, secondo la più rigida setta della nostra religione, sono vissuto da fariseo.

- 26:6 E ora sono chiamato in giudizio per la speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri;

- 26:7 della quale promessa le nostre dodici tribù, che servono con fervore Dio notte e giorno, sperano di vedere il compimento. Per questa speranza, o re, sono accusato dai Giudei!

- 26:8 Perché mai si giudica da voi cosa incredibile che Dio risusciti i morti?

- 26:9 Quanto a me, in verità pensai di dover lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazareno.

- 26:10 Questo infatti feci a Gerusalemme; e avendone ricevuta l'autorizzazione dai capi dei sacerdoti, io rinchiusi nelle prigioni molti santi; e, quand'erano messi a morte, io davo il mio voto.

- 26:11 E spesso, in tutte le sinagoghe, punendoli, li costringevo a bestemmiare; e, infuriato oltremodo contro di loro, li perseguitavo fin nelle città straniere.

- 26:12 Mentre mi dedicavo a queste cose e andavo a Damasco con l'autorità e l'incarico da parte dei capi dei sacerdoti,

- 26:13 a mezzogiorno vidi per strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, la quale sfolgorò intorno a me e ai miei compagni di viaggio.

- 26:14 Tutti noi cademmo a terra, e io udii una voce che mi disse in lingua ebraica: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ti è duro ricalcitrare contro il pungolo".

- 26:15 Io dissi: "Chi sei, Signore?" E il Signore rispose: "Io sono Gesù, che tu perseguiti.

- 26:16 Ma àlzati, e sta in piedi perché per questo ti sono apparso: per farti ministro e testimone delle cose che hai viste, e di quelle per le quali ti apparirò ancora,

- 26:17 liberandoti da questo popolo e dalle nazioni, alle quali io ti mando

- 26:18 per aprire loro gli occhi, affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, il perdono dei peccati e la loro parte di eredità tra i santificati".

- 26:19 Perciò, o re Agrippa, io non sono stato disubbidiente alla visione celeste;

- 26:20 ma, prima a quelli di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e fra le nazioni, ho predicato che si ravvedano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento.

- 26:21 Per questo i Giudei, dopo avermi preso nel tempio, tentavano di uccidermi.

- 26:22 Ma per l'aiuto che vien da Dio, sono durato fino a questo giorno, rendendo testimonianza a piccoli e a grandi, senza dir nulla al di fuori di quello che i profeti e Mosè hanno detto che doveva avvenire, cioè:

- 26:23 che il Cristo avrebbe sofferto, e che egli, il primo a risuscitare dai morti, avrebbe annunziato la luce al popolo e alle nazioni».

- 26:24 Mentr'egli diceva queste cose in sua difesa, Festo disse ad alta voce: «Paolo, tu vaneggi; la molta dottrina ti mette fuori di senno».

- 26:25 Ma Paolo disse: «Non vaneggio, eccellentissimo Festo; ma pronunzio parole di verità, e di buon senno.

- 26:26 Il re, al quale parlo con franchezza, conosce queste cose; perché sono persuaso che nessuna di esse gli è nascosta; poiché esse non sono accadute in segreto.

- 26:27 O re Agrippa, credi tu nei profeti? Io so che ci credi».

- 26:28 Agrippa disse a Paolo: «Con così poco vorresti persuadermi a diventare cristiano?»

- 26:29 E Paolo: «Piacesse a Dio che con poco o con molto, non solamente tu, ma anche tutti quelli che oggi mi ascoltano, diventaste tali, quale sono io, all'infuori di queste catene».

- 26:30 Allora il re si alzò, e con lui il governatore, Berenice, e quanti sedevano con loro;

- 26:31 e, ritiratisi in disparte, parlavano gli uni agli altri, dicendo: «Quest'uomo non fa nulla che meriti la morte o la prigione».

- 26:32 Agrippa disse a Festo: «Quest'uomo poteva esser liberato, se non si fosse appellato a Cesare».

 

Quarto viaggio missionario - Paolo è inviato a Roma

- 27:1 Quando fu deciso che noi salpassimo per l'Italia, Paolo con altri prigionieri furono consegnati a un centurione, di nome Giulio, della coorte Augusta.

- 27:2 Saliti sopra una nave di Adramitto, che doveva toccare i porti della costa d'Asia, salpammo, avendo con noi Aristarco, un macedone di Tessalonica.

- 27:3 Il giorno seguente arrivammo a Sidone; e Giulio, usando benevolenza verso Paolo, gli permise di andare dai suoi amici per ricevere le loro cure.

- 27:4 Poi, partiti di là, navigammo al riparo di Cipro, perché i venti erano contrari.

- 27:5 E, attraversato il mare di Cilicia e di Panfilia, arrivammo a Mira di Licia.

- 27:6 Il centurione, trovata qui una nave alessandrina che faceva vela per l'Italia, ci fece salire su quella.

- 27:7 Navigando per molti giorni lentamente, giungemmo a fatica, per l'impedimento del vento, di fronte a Cnido. Poi veleggiammo sotto Creta, al largo di Salmone;

- 27:8 e, costeggiandola con difficoltà, giungemmo a un luogo detto Beiporti, vicino al quale era la città di Lasea.

- 27:9 Intanto era trascorso molto tempo, e la navigazione si era fatta pericolosa, poiché anche il giorno del digiuno era passato. Paolo allora li ammonì dicendo:

- 27:10 «Uomini, vedo che la navigazione si farà pericolosa con grave danno, non solo del carico e della nave, ma anche delle nostre persone».

- 27:11 Il centurione però aveva più fiducia nel pilota e nel padrone della nave che non nelle parole di Paolo.

- 27:12 E, siccome quel porto non era adatto a svernare, la maggioranza fu del parere di partire di là per cercare di arrivare a Fenice, un porto di Creta esposto a sud-ovest e a nord-ovest, e di passarvi l'inverno.

- 27:13 Intanto si era alzato un leggero scirocco e, credendo di poter attuare il loro proposito, levarono le àncore e si misero a costeggiare l'isola di Creta più da vicino.

 

La tempesta

Sl 107:23-31; 2Co 11:25-26; Is 43:1-2

- 27:14 Ma poco dopo, si scatenò giù dall'isola un vento impetuoso, chiamato Euroaquilone;

- 27:15 la nave fu trascinata via e, non potendo resistere al vento, la lasciammo andare ed eravamo portati alla deriva.

- 27:16 Passati rapidamente sotto un'isoletta chiamata Clauda, a stento potemmo impadronirci della scialuppa.

- 27:17 Dopo averla issata a bordo, utilizzavano dei mezzi di rinforzo, cingendo la nave di sotto; e, temendo di finire incagliati nelle Sirti, calarono l'àncora galleggiante, e si andava così alla deriva.

- 27:18 Siccome eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno dopo cominciarono a gettare il carico.

- 27:19 Il terzo giorno, con le loro proprie mani, buttarono in mare l'attrezzatura della nave.

- 27:20 Già da molti giorni non si vedevano né sole né stelle, e sopra di noi infuriava una forte tempesta, sicché ogni speranza di scampare era ormai persa.

- 27:21 Dopo che furono rimasti per lungo tempo senza mangiare, Paolo si alzò in mezzo a loro, e disse: «Uomini, bisognava darmi ascolto e non partire da Creta, per evitare questo pericolo e questa perdita.

- 27:22 Ora però vi esorto a stare di buon animo, perché non vi sarà perdita della vita per nessuno di voi ma solo della nave.

- 27:23 Poiché un angelo del Dio, al quale appartengo e che io servo, mi è apparso questa notte,

- 27:24 dicendo: "Paolo, non temere; bisogna che tu compaia davanti a Cesare, ed ecco, Dio ti ha dato tutti quelli che navigano con te".

- 27:25 Perciò, uomini, state di buon animo, perché ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto.

- 27:26 Dovremo però essere gettati sopra un'isola».

- 27:27 E la quattordicesima notte da che eravamo portati qua e là per l'Adriatico, verso la mezzanotte, i marinai sospettavano di essere vicini a terra;

- 27:28 e, calato lo scandaglio, trovarono venti braccia; poi, passati un po' oltre e scandagliato di nuovo, trovarono quindici braccia.

- 27:29 Temendo allora di urtare contro gli scogli, gettarono da poppa quattro àncore, aspettando con ansia che si facesse giorno.

 

- 27:30 Ma siccome i marinai cercavano di fuggire dalla nave, e già stavano calando la scialuppa in mare con il pretesto di voler gettare le àncore da prua,

- 27:31 Paolo disse al centurione e ai soldati: «Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potete scampare».

- 27:32 Allora i soldati tagliarono le funi della scialuppa, e la lasciarono cadere.

- 27:33 Finché non si fece giorno, Paolo esortava tutti a prendere cibo, dicendo: «Oggi sono quattordici giorni che state aspettando, sempre digiuni, senza prendere nulla.

- 27:34 Perciò, vi esorto a prendere cibo, perché questo contribuirà alla vostra salvezza; e neppure un capello del vostro capo perirà».

- 27:35 Detto questo, prese del pane e rese grazie a Dio in presenza di tutti; poi lo spezzò e cominciò a mangiare.

- 27:36 E tutti, incoraggiati, presero anch'essi del cibo.

- 27:37 Sulla nave eravamo duecentosettantasei persone in tutto.

- 27:38 E, dopo essersi saziati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare.

 

 

Il naufragio

- 27:39 Quando fu giorno, non riuscivamo a riconoscere il paese; ma scorsero un'insenatura con spiaggia, e decisero, se possibile, di spingervi la nave.

- 27:40 Staccate le àncore, le lasciarono andare in mare; sciolsero al tempo stesso i legami dei timoni e, alzata la vela maestra al vento, si diressero verso la spiaggia.

- 27:41 Ma essendo incappati in un luogo che aveva il mare dai due lati, vi fecero arenare la nave; e mentre la prua, incagliata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava per la violenza [delle onde].

- 27:42 Il parere dei soldati era di uccidere i prigionieri, perché nessuno fuggisse a nuoto.

- 27:43 Ma il centurione, volendo salvar Paolo, li distolse da quel proposito, e ordinò che per primi si gettassero in mare quelli che sapevano nuotare, per giungere a terra,

- 27:44 e gli altri, chi sopra tavole, e chi su rottami della nave. E così avvenne che tutti giunsero salvi a terra.

 

 

Paolo nell'isola di Malta

Eb 13:2 (Lu 10:19; At 14:11-12) 2Co 6:4-10 (cfr. Mr 16:18)

- 28:1 Dopo essere scampati, riconoscemmo che l'isola si chiamava Malta.

- 28:2 Gli indigeni usarono verso di noi bontà non comune; infatti, ci accolsero tutti intorno a un gran fuoco acceso a motivo della pioggia che cadeva e del freddo.

- 28:3 Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e li poneva sul fuoco, ne uscì fuori una vipera, risvegliata dal calore, e gli si attaccò alla mano.

- 28:4 Quando gli indigeni videro la bestia che gli pendeva dalla mano, dissero tra di loro: «Certamente, quest'uomo è un omicida perché, pur essendo scampato dal mare, la Giustizia non lo lascia vivere».

- 28:5 Ma Paolo, scossa la bestia nel fuoco, non ne patì alcun male.

- 28:6 Or essi si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo; ma dopo aver lungamente aspettato, vedendo che non gli avveniva nessun male, cambiarono parere, e cominciarono a dire che egli era un dio.

 

Mt 8:14-16; 10:8-13

- 28:7 Nei dintorni di quel luogo vi erano dei poderi dell'uomo principale dell'isola, chiamato Publio, il quale ci accolse amichevolmente e ci ospitò per tre giorni.

- 28:8 Il padre di Publio era a letto colpito da febbre e da dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì.

- 28:9 Avvenuto questo, anche gli altri che avevano delle infermità nell'isola, vennero, e furono guariti;

- 28:10 questi ci fecero grandi onori; e, quando salpammo, ci rifornirono di tutto il necessario.

 

Paolo a Roma

3Gv 5-8 (Ro 1:9-15; 15:29; At 23:11)

- 28:11 Tre mesi dopo, ci imbarcammo su una nave alessandrina, recante l'insegna di Castore e Polluce, la quale aveva svernato nell'isola.

- 28:12 Approdati a Siracusa, vi restammo tre giorni.

- 28:13 Di là, costeggiando, arrivammo a Reggio. Il giorno seguente si levò un vento di scirocco, e in due giorni giungemmo a Pozzuoli.

- 28:14 Qui trovammo dei fratelli, e fummo pregati di rimanere presso di loro sette giorni. E dunque giungemmo a Roma.

- 28:15 Or i fratelli, avute nostre notizie, di là ci vennero incontro sino al Foro Appio e alle Tre Taverne; e Paolo, quando li vide, ringraziò Dio e si fece coraggio.

- 28:16 E quando entrammo a Roma, [il centurione consegnò i prigionieri al prefetto del pretorio]. A Paolo fu concesso di abitare per suo conto con un soldato di guardia.

 

(Ro 10:1-3; 11:1-11)(Is 6:9-12; 49:5-6) At 13:11

- 28:17 Tre giorni dopo, Paolo convocò i notabili fra i Giudei; e, quando furono riuniti, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il popolo né contro i riti dei padri, fui arrestato a Gerusalemme, e di là consegnato in mano dei Romani.

- 28:18 Dopo avermi interrogato, essi volevano rilasciarmi perché non c'era in me nessuna colpa meritevole di morte.

- 28:19 Ma i Giudei si opponevano, e fui costretto ad appellarmi a Cesare, senza però aver nessuna accusa da portare contro la mia nazione.

- 28:20 Per questo motivo dunque vi ho chiamati per vedervi e parlarvi; perché è a motivo della speranza d'Israele che sono stretto da questa catena».

- 28:21 Ma essi gli dissero: «Noi non abbiamo ricevuto lettere dalla Giudea sul tuo conto, né è venuto qui alcuno dei fratelli a riferire o a dir male di te.

- 28:22 Ma desideriamo sentire da te quel che tu pensi; perché, quanto a questa setta, ci è noto che dappertutto essa incontra opposizione».

- 28:23 E, avendogli fissato un giorno, vennero a lui nel suo alloggio in gran numero; ed egli dalla mattina alla sera annunziava loro il regno di Dio rendendo testimonianza e cercando di persuaderli per mezzo della legge di Mosè e per mezzo dei profeti, riguardo a Gesù.

- 28:24 Alcuni furono persuasi da ciò che egli diceva; altri invece non credettero.

- 28:25 Essendo in discordia tra di loro, se ne andarono, mentre Paolo pronunciava quest'unica sentenza: «Ben parlò lo Spirito Santo quando per mezzo del profeta Isaia disse ai vostri padri:

- 28:26 Va' da questo popolo e di':

"Voi udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;

guarderete con i vostri occhi, e non vedrete;

- 28:27 perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile,

sono divenuti duri d'orecchi, e hanno chiuso gli occhi,

affinché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi,

non comprendano con il cuore,

non si convertano, e io non li guarisca".

- 28:28 Sappiate dunque che questa salvezza di Dio è rivolta alle nazioni; ed esse presteranno ascolto».

- 28:29 [Quand'ebbe detto questo, i Giudei se ne andarono discutendo vivamente fra di loro.]

 

Ef 6:19-20; Fl 1:12-14; Cl 1:24-29; 4:3-4

- 28:30 E Paolo rimase due anni interi in una casa da lui presa in affitto, e riceveva tutti quelli che venivano a trovarlo,

- 28:31 proclamando il regno di Dio e insegnando le cose relative al Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.