Testimonianza di Migael Ganj, ex mussulmano
Nacqui
nella cultura mussulmana. Già all'età di 12 anni cominciai a praticare
l'islam, la religione della mia famiglia e del mio paese, condannando
severamente il cristianesimo. Il mio traguardo di allora era quello di
assomigliare, o possibilmente di imitare il più possibile Maometto, il
fondatore dell'Islam. Digiunavo spesso, passavo molto tempo nella
moschea (il luogo di preghiera die mussulmani) e leggevo tutti i giorni
il Corano, il loro libro sacro.
Pregare Allah cinque volte al giorno volgendomi verso la Mecca,
era per me un esercizio di fede e di sincerità. Il mio fervore
religioso giungeva all'apice durante il Ramadan. Sognavo di potere un
giorno fare un viaggio di pellegrinaggio alla Mecca, luogo santo
dell'Islam, l'esperienza suprema die mussulmani.
All'età di 18
anni mi recai in Francia per studiare fisica, chimica e matematica,
presso l'università di Caen. Un giorno fui contattato per la prima
volta da una donna cristiana, che aveva uno stand biblico nella cantina
universitaria. Fu per me l'occasione d'oro, poiché tra l'altro, mi ero
prefisso di predicare l'Islam ai cristiani. Fino allora sapevo che la Bibbia
Inoltre
il Corano dice in modo assoluto: "Lui! Il Dio! Egli è unico! Il Dio è
il samadu. Non genera e non è generato. Nessuno gli è uguale" (Sure
112,1-3). Ma più il tempo passava, più sentivo che la Bibbia
contiene la verità. Cominciai a frequentare qualche riunione nelle
chiese cristiane. Cominciai anche a comprendere l'Evangelo della
salvezza. L'amore di Dio manifestato sulla croce, cominciò a scuotere
il mio cuore.
Toccava amorevolmente la mia vita, toccava me, che
conoscevo un solo Dio sovrano, potente e senza alcuna clemenza per i
peccatori. Quando qualcuno mi parlava di Dio, del vero Dio d'amore, i
miei occhi si colmavano di lacrime, sentivo in me la realtà del Dio
della Bibbia che espresse il Suo amore attraverso la croce, ma
preferivo considerare l'Islam come la migliore via.
Nel frattempo una violenta lotta era scoppiata nel mio cuore, una lotta che mi spinse a confrontare la Bibbia con il Corano. Ma più analizzavo e leggevo, più mi accorgevo che la Bibbia
era tutt'altro di ciò che pensavo e che mi era stato insegnato. Gesù
cominciò a concretizzarsi davanti ai miei occhi come qualcosa di unico.
Chi come Lui ha consolato tanti poveri, ha accolto coloro che erano
rigettati, ha curato le ferite di tutti gli oppressi? Chi come Lui ha
parlato con tanta semplicità e tanta bellezza di Dio, del vero Dio che
ama gli infelici e prende le parti degli umili? Ma soprattutto, chi
come Gesù ha rivelato Dio Padre a tutti coloro che ripongono la fiducia
in Lui?
Dopo numerose ricerche cominciai ad avere dubbi sulla
falsificazione della Bibbia, ma avevo ancora difficoltà a cedere alla
crocifissione di Gesù Cristo, cosa che l'islam nega con assolutismo.
Inoltre pensavo alla mia famiglia, poiché convertirmi al cristianesimo
sarebbe stato come voltare le spalle all'islam e rinnegare anche la mia
famiglia. Il prezzo da pagare mi sembrava troppo elevato.
La
sera del 5 agosto ritornai a casa molto teso, ero stato a casa del
pastore, avevamo discusso di molte cose, e sempre di più capivo che
l'amore di Gesù per me era grandissimo. Molto sconvolto da questo amore
che non cede, per calmarmi mi misi a leggere il Corano. Le parole
uscivano dalla mia bocca, ma erano espressioni vuote, c'era qualcosa
che non andava. Mi coricai e come d'abitudine cominciai a pregare
Allah, ma mi sentivo circondato da un grande vuoto, dalla solitudine e
dal silenzio.
Mi accorsi che cercavo una pace che non avevo mai
avuta e spinto da una forza interiore dissi: "Dio, chiunque Tu sia,
rivelati a me!" Erano le due del mattino quando realizzai che Gesù
Cristo è morto sulla croce per me e per i miei peccati. Solo allora
riuscii veramente a capire quanto egli mi ama. Ebbi in quell'istante
grandi lotte nel mio cuore, da una parte era come se una voce gridasse
ripetutamente no! Dall'altra parte ero cosciente che Gesù mi amava come
nessun altro può mai amare.
Corsi allora al telefono e feci il
numero del pastore. Quando sua mogli mi rispose, le dissi che avevo
urgentemente bisogno di vedere suo marito. In poco tempo, il pastore e
sua moglie giunsero a casa mia e mi trovarono seduto in un angolo del
salotto. Gli spiegai ciò che sentivo nel cuore e che se l'amore di Gesù
è tanto grande, desideravo accettarlo nella mia vita. Il volto del
pastore era illuminato da una gioia particolare.
Egli mi disse:
"Jamel, credi che Gesù Cristo è il figlio di Dio e che Egli è morto
sulla croce per i tuoi peccati?" La mia risposta fu chiara e
determinata: "Oh sì, lo credo!"
"Or sappi," egli continuò, "che
a coloro che lo accettano, Egli ha dato il diritto di diventare figli
di Dio. Credi tu che Egli possa fare di te un suo figlio?" Risposi: "
Sì, lo credo!"
Il pastore pregò per me e mentre egli pregava
sentii una profonda certezza entrare nel mio cuore, una indescrivibile
pace mi invase e per la prima volta anch'io pregai il Dio della Bibbia,
ringraziandolo per aver sacrificato Gesù Cristo per me. In questa mia
narrazione mi sono limitato a scrivere le cose più essenziali, ma tengo
a sottolineare che considero un miracolo il fatto che Dio abbia amato
un uomo indegno come me.
Se anche voi lottate con il peccato,
con le incertezze della vita, sappiate che c'è qualcuno che vi ama di
una amore indescrivibile. Gesù Cristo vuole aiutarvi! Se avete qualche
domanda, oppure se credete che possa esservi d'aiuto, scrivetemi
all'indirizzo di Cristiani in Azione. Potete scrivermi in italiano o in francese.
era stata falsificata dagli ebrei e dai cristiani, e che i cristiani
avevano fatto di Gesù "Il figlio di Dio". Quest'ultima espressione era
per me una imperdonabile blasfemia, e per non essere condannato
eternamente, non lasciavo il minimo spazio nei miei pensieri.
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Dio è unico
Ciao Marauane, certamente
Ciao Marauane, certamente tutto è possibile. Io non conosco personalmente Jamel, ma qui puoi chiedere informazioni sulla sua esistenza..
http://conosceredio.jesus.net/default.php?/crediti/4/contattaci
Ad ogni modo di Islamici che amano Dio (Allah) ve ne sono moltissimi. E questo è bello. In un mondo dove sembra si sia dimenticato Dio. O meglio che altre cose prendono il posto di Dio, come ad esempio il potere, i soldi, il fanatismo. E così nel mondo che si definisce "cristiano" in realtà sono pochi qualli a cui interessa Cristo, cioè mettono altri interessi sopra di Lui, scadendo nella falsità, nell'ipocrisia da Cristo stesso condannata.
Ma, grazie a Dio, sia nel mondo cosiddetto cristiano che in quello Islamico vi sono persone che, ogni giorno, aprono il cuore a Cristo, che è la via per arrivare a DIo. E questo è un dono, un regalo, per arrivare li dove nessun uomo può arrivare.
Molti Islamici si convertono, come puoi anche leggere qui: http://www.evangelici.net/notizie/1207320584.html
E anche delle comunità cristiane sorgono in paesi Islamici come puoi verificare qui...: http://www.porteaperteitalia.org/
Dici bene c'è un solo Dio, ed anche un solo mezzo per arrivare a Lui...
Gesù, ovvero Dio stesso, Allah ci benedica, caro Marauane, Iilpotente, il re degli eserciti, l'Eterno, il misericordioso Allah ci benedica...
Gv 14:1 «Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via».
Tommaso gli disse: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?» Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l'avete visto».
8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre"? Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse.