"Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! ... Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti" (Giovanni 14:1,27)

Come doveva essere bello per quei discepoli, ansiosi, preoccupati da tante minacce che planavano su di essi, vedere il loro maestro così calmo e sereno! Una pace che non nascondeva la realtà. Egli annunciò loro che il mondo avrebbe avuto dell'odio per loro come per lui, che sarebbero stati perseguitati, come lui.

Avrebbero attraversato la tristezza... Ma proseguì immediatamente affermando che un giorno questa tristezza sarebbe stata mutata in gioia! Poi disse loro con commovente sincerità: "Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo" (Giovanni 16:33). Gesù non cercava di velare gli occhi dei discepoli sulla realtà. Desiderava che fossero coscienti. Aprì loro la speranza... ma senza illusioni. Sarebbe stato difficile! Essere discepoli di un crocifisso significa anche p ortare un poco la sua croce! Quando nel mare c'è uno scoglio, i flutti si scagliano contro producendo degli schizzi...

Ma il discepolo può tuttavia affrontare serenamente tutto questo, perché la sua visione lo porta a contemplare il trionfo di Gesù.

Questo mi fa pensare a un vecchio racconto indiano che ricorda una terribile battaglia. Un temibile guerriero seminava la morte intorno a sé, come la falce che ghermisce tutto quello che si trova sul suo percorso. All'improvviso, un uomo si gettò su di lui e gli tagliò la testa. Questa cadde al suolo! Ma il temibile guerriero, senza la testa, continuò imperturbabile a combattere con accanimento!

Allora una donna coraggiosa si avvicinò all'uomo inferocito e gridò: "Ma tu non hai la testa, dunque sei morto!" E sapete, nell'istante in cui pronunciò queste parole, il guerriero crollò e morì immediatamente!
Sembra una storia strana, ma è interessante! Il male e la morte che ci circondano sono mendaci!

Fanno credere che avranno l'ultima parola. Eppure Gesù ha vinto la morte (Apocalisse 1:17-18). Il grido di quella donna, è il grido della fede. Grazie a Gesù, la morte ha perso la testa e, accada quel che accada, abbiamo l'invito di Gesù: "Fatevi coraggio, io ho vinto il mondo!" (Giovanni 16:33).

Scriveva Emil Brunner: "La più grande tragedia dell'uomo è la disperazione, cioè la situazione di chi non ha più speranze. Si è nella disperazione quando manca la certezza del ‘Dio che viene'. Ci si rassegna allora al mondo così com'è e al proprio sconfortante destino. Certo, si seguita a sperare, ma solo in un graduale miglioramento che la civiltà e il progresso apporteranno. Si pensa che ‘il mondo è buono', che vi sono ‘grandi risorse nell'umanità', e così via. Ma ciò equivale a non aver niente in cui sperare.

Se dobbiamo dipendere dalle nostre sole risorse, dalle forze insite nel nostro mondo, allora siamo davvero perduti. Non vi può essere sviluppo di forze umane capaci di liberarci dalla tragedia del peccato, della morte. Se davvero c'è da contare solo sulle nost re forze e su quelle del mondo, non abbiamo altra prospettiva che il totale fallimento".

Verrà il giorno in cui egli asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi e "non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate" (Apocalisse 21: 1-4).

Fonte: Notizie Avventiste/Francesco Zenzale
Inviato da alex il

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